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I segni dei tempi

 

"La verità vi farà liberi!"


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Questo è il tempo della misericordia, approfittatene!
Dopo verrà il tempo del giudizio e della giustizia.

"Vegliate e pregate in ogni momento, così avrete la forza
di superare tutti i mali che stanno per accadere" (Lc.21,36).

"Vi invito a riflettere sul vostro futuro. Voi state costruendo
un nuovo mondo senza Dio. Io, come vostra madre, vi amo e
per questo vi ammonisco. Dio vi ha dato la libertà di scegliere
la vita o la morte" (25/1/97;28/1/87).


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Troverai in questa pagina:

1) - I segni dei tempi.
2) - Il tempo della Fede.
3) - Svegliatevi e rinvigorite ciò che rimane (Ap.3,2).
4) - L'ultima chiamata di Maria.
5) - Che fare?
6) - La via della dannazione: i vizi capitali.
7) - La via della salvezza : i 10 comandamenti e le beatitudini.
8) - "Guai a voi!"


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I SEGNI DEI TEMPI


1 -
"I fabbricatori di idoli sono tutti vanità,
le loro opere preziose non giovano a nulla" (Is.44,9).

"Essi seguirono ciò che è vano
e diventarono loro stessi vanità" (Ger.2,5).

"Nessuno si rese conto di nulla
finchè non arrivò il diluvio" (Mt.24,39).

"Tutto quello che il mondo di oggi
vi offre è illusione, passa" (1/8/90).

"Vi invito a riflettere sul vostro futuro" (25/1/97).

"Il mondo di oggi è immerso
nel peccato" (8/10/84).

"Il popolo userà violenza, l'uno contro l'altro,
individuo contro individuo; il giovane
tratterà con arroganza l'anziano,
lo spregevole, il nobile" (Is.3,5).


"Stiamo vivendo un momento particolare. E' tempo di svegliarsi, perchè la nostra Salvezza è ora più vicina di quando abbiamo cominciato a credere...buttiamo via orge e ubriachezze, immoralità e vizi, litigi e invidie, e viviamo uniti a Cristo"(cfr.Rm.13,11-14). "Cari figli, questi tempi sono particolari, per questo sono con voi. Leggete la Sacra Scrittura, vivetela e pregate per poter capire i segni di questo tempo!" (25/8/93) - "Svegliatevi dal sonno dell'incredulità e del peccato!" (25/1/00) - "Vi invito a cambiare vita perchè avete preso un misero cammino: la via della rovina" (25/3/92).

"Tutto è in una grande confusione: sangue e omicidio, furto e inganno, corruzione, slealtà, tumulto, spergiuro, confusione nei buoni, ingratitudine, perversione sessuale, adulterio e dissolutezza" (Sap.14,25-26).

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2 -
I "segni di questo tempo" illuminati dalla Parola di Dio ci indicano chiaramente che stanno avvenendo sotto i nostri occhi dei mutamenti che vanno al di là dei prevedibili eventi naturali e delle ricorrenti vicende della storia. Si stanno definendo non solo, come è normale, i nostri attuali personali destini ma anche quelli collettivi e futuri delle Chiese, della intera famiglia umana e dello stesso pianeta. L'umanità sta percorrendo vie senza ritorno: armi sempre più diffuse e letali, inquinamento con i suoi conseguenti inarrestabili mutamenti climatici, idolatria generalizzata di ogni individualismo personale e collettivo che genera divisioni nelle famiglie, nelle comunità, nelle nazioni (la Chiesa stà sempre dalla parte di chi vuole unire e mai dalla parte di chi vuole separare e dividere).

La manomissione dei meccanismi naturali di trasmissione della vita (vegetale, animale ed ora umana) è in procinto di generare vite non più libere, non più umane.

Molti uomini di scienza, invece di preoccuparsi affinchè sia migliore la vita sulla terra si sono abbandonati ad un'ebbrezza infernale di idolatrica onnipotenza. Con la sintesi in laboratorio della prima "cellula artificiale" l'uomo possiede ormai la biotecnologia per creare la vita a suo comodo in modo autonomo dalle naturali vie volute da Dio (Gen.3,5). Con la pratica della "clonazione umana" l'uomo può poi mettere in discussione il diritto stesso alla naturale generazione e quello alla identità individuale.

La propaganda tecnologica propone sempre più estreme alternative virtuali alla realtà naturale spingendosi anche a promettere"l'immortalità digitale". Nuove schiavitù e dipendenze incatenano il cuore e prosciugano i beni degli uomini, mascherate da "pseudofilosofie", "pseudoscienze" e "pseudoreligioni".

Questi segni sono ormai inequivocabili, espliciti e sinergici. Hanno una direzione definita ed una velocità progressiva nuova ed prima inimmaginabile (Ap.12,12). Gli esiti infausti che questi eventi sono destinati a produrre non possono ormai essere del tutto evitati ma potrebbero essere, se gli uomini accogliessero seriamente l'invito della B.V.Maria alla conversione, alla penitenza ed alla preghiera, di molto ridotti ed abbreviati.

"Satana desidera distruggere non solo la vita umana,
ma anche la natura ed il pianeta in cui vivete" (25/1/91).

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3 -

"Le tenebre ricoprono la terra, nebbia fitta avvolge le nazioni" (Is.60.2).

"Dio può dare la pace soltanto
se vi convertite e pregate" (25/5/93).

Nonostante la Fede e l'operoso amore di molti, l'umanità si allontana sempre più dalle vie del bene e della verità, il cuore degli uomini inaridisce e insegue cose senza valore (Ef.4,17-19). L'egoismo, sovrana legge dell'individuo, alimenta l'odio sociale, etnico e religioso, la ricchezza di pochi a danno di molti, ogni forma di asservimento, di immoralità e violenza. L'avidità, sovrana legge del mercato globale, ha prodotto e continua a produrre un'inquinamento chimico, elettromagnetico e nuovi gravissimi rischi nucleari che già manifestano i loro devastanti effetti sugli equilibri biologici, climatici ed economici dell'intero pianeta (Gl.1,12).

"Satana vuole la guerra e l'odio" (25/9/01).

"Satana desidera distruggere il mio piano e privarvi della pace" (25/8/14).

L'avversario di Dio sta diffondendo odio e nuove guerre in tutto il pianeta. La disgregazione di intere nazioni dovuta alla rottura di ogni precedente assetto geo-politico ed alimentata da nuovi integralismi ed antiche lotte di potere conduce alla guerra civile popoli interi. Non si conta più il numero delle distruzioni, dei morti e dei profughi disperati. Gli organismi politici internazionali guardano ormai sempre più inermi ed impotenti.

"Volgetevi a me e sarete salvi, paesi tutti
della terra, poichè Io sono Dio" (Is.45,22).

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4 -
"Pregate per la pace,
pregate per la pace,
pregate per la pace!" (25/6/99)

SOLO LA DECISA, RAPIDA E DIFFUSA RISPOSTA ALL'APPELLO DI CONVERSIONE PUO' PROTEGGERE E SALVARE L'UMANITA' NEL PERICOLO INCOMBENTE DELLA GUERRA.

"La preghiera è il fondamento della pace" (25/6/97).

"Satana vuole la guerra" (25/3/93).

Se il mondo non si convertirà, se i credenti di tutte le Chiese e di tutte le Fedi non inizieranno a percorrere insieme la via dell'unità, della preghiera e della penitenza, la guerra diffonderà con i suoi orrori.

"Pregate per la pace!... Ritornate al digiuno ed alla Confessione per vincere il male!" (25/10/16)

"La spada all'esterno...e la fame all'interno" (Ez.7,15).

"Vi saranno guerre fino all'ultima guerra" (La Salette).

"L'inquietudine ha cominciato a dominare
i cuori e l'odio regna nel mondo" (25/11/01).

Tutto questo non può essere totalmente evitato perchè fa parte da sempre dello scenario dello scontro finale dell'ultimo tempo (Mt.24,6-8) ma potrebbe essere di molto mitigato e abbreviato (Mt.24,22) se tutti si convertissero a Dio abbandonando subito le vie del male, se da ogni uomo, da ogni famiglia, da ogni Chiesa, da ogni popolo e nazione si levasse giorno e notte al Cuore di Gesù e Maria il grido della preghiera, il gemito della penitenza e il segno sincero della consacrazione e dell'amore.

"Ora che satana è libero dalle catene (Ap.20,7) Io vi invito
a consacrarvi al mio Cuore e al Cuore di mio Figlio" (1/1/01).

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5 -
Anche se il mondo non si convertirà, anche se le Chiese non apriranno il loro cuore, anche se, per la durezza del cuore degli uomini, le prove dovranno compiersi, Maria non abbandonerà mai i suoi cari e preziosi figli devoti. Maria ha promesso a coloro che sono a Lei consacrati: consolazione nella prova, protezione nel pericolo, pace nell'ora dell'inquietudine, gioia e certezza di salvezza nell'ora della morte.

"Siete irripetibili ed insostituibili perchè siete la gioia di Dio in questo mondo" (25/10/15).

"Coloro che prendono Dio Padre come padre delle loro famiglie e che prendono Me come madre e la Chiesa come casa non hanno da temere il futuro e neppure i segreti" (anni '80).

"Dio avrà cura dei suoi" (La Salette).

Chi invece non accoglie il dono della Fede e della Speranza è avviato in un cammino che si fa passo dopo passo sempre più drammatico ed oscuro.

"Questo mondo doloroso è senza speranza
per quelli che non conoscono Gesù" (25/11/91).

L'arroganza, l'aggressività e la disonestà sono proposte dai "media" come strumenti e valori di libertà e autoaffermazione e propagandate dai "claim" di sempre più frequenti campagne pubblicitarie (Is.59,15; Ez.22,7). Il "male" fa "audience" e l'audience produce denaro. La produzione cinematografica privilegia ormai gli "eroi negativi" favorendo soprattutto negli adolescenti una indiretta, subdola ed inconscia legittimazione della violenza, della crudeltà, del sadismo. Questa perversa dinamica è ormai "legge" non scritta nella politica commerciale del grande e del piccolo schermo.

Una febbre di crescente intolleranza e intimidazione si diffonde in ogni ambito: tra vicini di casa, tra compagni di scuola, nei luoghi di lavoro, in quelli di aggregazione e divertimento, sulle strade. La compravendita, pubblica od occulta, dei piaceri sessuali ogni giorno di più viene indotta e proposta in alternativa alla coppia naturale, agli amori legittimi generati da veri sentimenti. Il vizio del "gioco" travolge indisturbato miriadi di persone fragili gettando nella disperazione schiere crescenti di famiglie.

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6 -
Il corpo, considerato il "nuovo dio", ha perso il suo significato di dono ricevuto dal Creatore allo scopo di essere a sua volta donato all'altro nella fedele e feconda dimensione dell'amore sponsale ma assume quello della proprietà, della opportunità di piacere che può essere utilizzata, comprata e venduta. L'asservimento a tale sovranità del piacere ha soppiantato la capacità ad amare e la "sessualizzazione" di ogni comportamento, l'induzione spersonalizzante e generalizzata a "fare sesso" senza badare ai propri sentimenti devasta la sensibilità dei cuori, condiziona e deforma un completo ed armonico sviluppo psicologico, umano e spirituale delle nuove generazioni. La vuotezza e la noia generalizzate aprono nei cuori più indifesi scenari di solitudine che soffocano progressivamente la voglia di vivere.

"Satana mostra al mondo il suo viso vergognoso con il quale desidera sedurre più gente possibile sul cammino della morte e del peccato" (25/9/91).

"Satana si mette al posto di Dio per distruggere tutto ciò che è bello e buono nell'anima di ognuno di voi" (25/10/08).

La bellezza non è percepita come il riflesso della perfezione di Dio, come il meraviglioso abito dell'amore, non come un dono a servizio del bene, ma come un'arma a servizio del male, uno strumento di seduzione e di potere da usarsi non a favore ma contro l'unità della famiglia, non per amare e servire la vita, ma per tentare, insidiare, soggiogare e, sfruttando la fragilità degl'altri, distruggere, vincere, conquistare e spartire un bottino di lusso, piaceri e morte spirituale. Questo tragico travisamento del corpo e dell'amore inaridisce ogni giorno di più il sacro rapporto tra uomo e donna e produce senza sosta nuove solitudini.

La pornografia e l'esaltazione della violenza scorre di mano in mano, attraverso le immagini che le nuove tecnologie permettono di produrre (sexting) ed hanno raggiunto una diffusione tale da non risparmiare più neppure i bambini. Molti spettacoli e molti nuovi videogiochi, sfruttando a piene mani l'audience prodotta dalla volgarità e dalla depravazione, si trasformano in palestre domestiche e quotidiane di odio, crudeltà e violenza.

Anche nelle attività sportive l'uso del corpo viene asservito a logiche perverse, logiche che abbandonano i valori della salute, della fraterna e gioiosa condivisione delle attività fisiche e abbracciano comportamenti solo mercificatori e una competitività volta esclusivamente all'autocompiacimento egoistico. Sempre più diffusi sono gli "sport estremi" dove per raggiungere notorietà e denaro si mette a repentaglio la vita propria e degli altri, in aperto contrasto con il quinto Comandamento. La propria vita fisica si può mettere a rischio solo ed esclusivamente per salvare quella di un'altra persona, non certo per gioco, notorietà, denaro.

"Convertitevi, rinunciate a tutto, fate penitenza!" (25/4/83)

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7 -
"Armatevi con la preghiera ed il digiuno!" (25/10/08)

La mercificazione di ogni cosa non risparmia più i simboli della fede e la Chiesa: le tradizioni e le immagini sacre vengono abitualmente usate, spesso in modo irridente e dissacratorio, a scopo pubblicitario e commerciale.

"Vi perdete nelle cose materiali e dimenticate Dio" (25/2/92).

Molte famiglie, avendo sostituito Dio con il denaro e la preghiera con la televisione, si sono dissolte o sono in via di dissoluzione. Abbandonando la Fede hanno fatto del benessere materiale e del vuoto divertimento il loro dio, lo adorano giorno e notte.

"A causa dello spirito consumistico si dimentica cosa
significa amare ed apprezzare i veri valori" (25/3/96).

Molte case sono ormai luoghi senza amore, senza rispetto, senza pace, alberghi dove si porta la roba a lavare, si mangia da soli, si tace o si litiga, ma non si parla più, si prendono i soldi e si esce, mentre chi resta sprofonda nella solitudine davanti alla tv. Solitudine e depressione estendono la loro dolorosa presenza a tutte le età.

"Carissimi, non adorate gli idoli!" (1Cor.10,14)

"Se il sale perde il sapore
con che cosa lo si salerà?" (Lc.14,34)

La missione di evangelizzazione, non sostenuta dalla testimonianza e dalla preghiera e colpita da sempre più gravi scandali, si rivela sempre più sterile ed inefficace. Anche molte sacre rappresentazioni e manifestazioni pubbliche della Fede, eredi della tradizione popolare, sono di fatto prive di preghiera e vera devozione ed esprimono una valenza meramente folcloristica e commerciale. Molte famiglie religiose sono contaminate dalla secolarizzazione. Pigrizia, negligenza, superbia, ricerca del proprio interesse attraverso le cose di Dio compiono sempre nuovi passi e la simonia getta vecchie ombre e insinua nuove radici in tutte le Chiese cristiane.

"Una tristezza mortale mi opprime.
Fermatevi qui e state svegli con me" (Mt.26,38).

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8 -
L'egoismo è consacrato, teorizzato e propagandato ogni giorno dai media come la via del successo, lo strumento per la propria realizzazione, l'appagamento di ogni proprio possibile desiderio. La vita viene percepita come spazio di pura fruizione e non come opportunità progettuale a causa della mancanza di speranza per il futuro e di positivi esempi ed ideali di vita. Per combattere la noia e cercare sempre nuovi piaceri, molti ragazzi e molti giovani mettono a repentaglio con sempre maggiore noncuranza la propria salute e la vita stessa con l'uso di sostanze eccitanti e psicotrope. L'uso di queste nocive sostanze è ormai endemico.

"Come mai non sapete capire quello
che accade in questo tempo?"(Lc.12,56)

La "web-virtualizzazione" delle esperienze (incluse quelle sessuali oramai serializzate), proposta dalle nuove tecniche relazionali di gioco e dalle nuove tecnologie di divertimento e di comunicazione priva soprattutto i più giovani del tempo essenziale per loro vita reale, del tempo necessario per il riposo, per lo studio, per la riflessione e la interiorizzazione del vissuto quotidiano. L'attacco frontale volto alla distruzione di ogni spazio di silenzio e di interiorizzazione è senza precedenti e le conseguenze sono terribili (Fomo, Vamping, Kilfie, Challenge, Nomofobia).

La conseguenza di questo stato di cose è quella di impedire a tutti (ma specialmente ai giovani) la naturale dimensione esperienziale della vita, fatta di sane relazioni umane, di autentico contatto interpersonale, di completo sviluppo psichico e intellettuale. Questo spinge nel finto ed alienante mondo della virtualità, fonte di solitudine ed emarginazione (autismo digitale). Questa devastante azione porta molti giovani a ritirarsi, a chiudersi in se stessi, ad estraniarsi dalla realtà quotidiana percepita come ostile e frustrante e a desiderare l'isolamento e la morte con sempre più diffusi comportamenti "anticonservativi". La cultura della morte raccoglie sempre nuovi adepti, che considerano il morire come l'unica certezza, l'unica ragione per vivere.

La fuga nella realtà virtuale (second life), provoca nelle personalità più fragili, dipendenza, isolamento, solitudine, depressione, e una progressiva perdita di contatto con la corretta percezione spazio-temporale della vita reale e di conseguenza, una progressiva deresponsabilizzazione comportamentale nei riguardi di se stessi e degl'altri (Dt.27,16). La disinibizione comportamentale che si produce nella "second life", foriera spesso di violenza e degradazione, viene talora trasferita, nelle personalità meno mature, nella vita reale con conseguenze talora gravissime. Nella confusione che si genera tra realtà e finzione sotto la spinta di disperate ricerche identitarie e di appartenenza, le relazioni interpersonali reali vengono progressivamente interpretate alla luce di quelle virtuali e la vita viene concepita così come gioco di ruolo. Giochi di ruolo sempre più devastanti inducono specialmente gli adolescenti a comportamenti autodistruttivi fino al suicidio.

L'iperconnessione totale (ulteriormente ampliata dai nuovi terminali) è l'idolatria di ultima generazione che indirizza il bisogno di relazionalità sulle vie ingannatrici della comunicazione compulsiva che mortifica l'essenza stessa dell'incontro e della vera condivisione umana. Si crede che la soluzione alla propria solitudine, la fonte della felicità sia nella ipercomunicazione e in ogni momento è in essa concentrata l'attesa, l'attenzione, la devozione (il terminale, ormai divenuto un simulacro, un feticcio che non può essere mai spento). Questa dinamica devozionale dell'attenzione di fatto "sequestra" parte della naturale disposizione relazionale producendo quel tipico atteggiamento di "distrazione endemica" di "deconcentrazione sistemica" tipica di chi è schiavo/a della iperconnessione. Questi processi sono alla base delle difficoltà di relazione ed apprendimento (brain drain).

Non si capisce più il piacere di camminare, guardarci intorno e... pensare, stare soli con noi stessi per poi aver la gioia di incontrare qualcuno. C'è sempre una musica nelle nostre orecchie per non farci pensare e non c'è più posto per il silenzio (indispensabile spazio di interiorizzazione), non c'è più spazio per il sogno, l'esperienza della conoscenza di sè stessi, la relazionalità immediata (cioè non-mediata). Si genera così una fuga continua da se stessi ed una "dipendenza da connessione" subdola e sempre più stringente, foriera di una progressiva, pericolosa ed ormai dilagante ed alienante "insufficienza esistenziale".

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9 -
L'avversario sa bene che la Salvezza di Dio è un "fatto" che opera, si incarna, avviene nella "vita reale" e quindi tanto più gli uomini trascorrono il loro tempo nel vicolo cieco di quella virtuale ed immaginaria, tanto meno avranno l'opportunità, incontrando Dio e gli altri uomini, di ritrovare se stessi. Ecco perchè illude gli uomini nella ricerca della felicità virtuale e si serve delle nuove modalità interattive, per offrire una realtà immaginaria ormai più affascinante, stimolante e quasi sensorialmente più fruibile ed accessibile di quella naturale (come nella nuova tecnologia del Oculus Rift).

Nei "reality show" televisivi invece, viene proposta una diversa mistificazione della vita reale. Viene infatti proposta senza interruzione e "in diretta" una quotidianità relazionale interamente autocentrata ed orientata al perseguimento del successo personale. Successo basato non sui valori del bene e dell'amore, ma sui giudizi del pubblico. In questa forma di spettacolo il concorrente può porre in essere una dannosa forma di "vendita" di sè. La vittoria, l'ottenimento del successo e quindi della ricchezza può diventare una meta totalizzante solo legata al gradimento del pubblico, al giudizio del "mondo", giudizio acritico, amorale e umorale.

Il programma che l'avversario di Dio sta mettendo in atto per distruggere la coscienza degli uomini è ormai in fase molto avanzata. Da qui nasce l'urgenza dell'intervento di Maria.

"Desidero proteggervi da tutto ciò che satana vi offre e attraverso cui vi vuole distruggere" (25/3/90).

Mentre satana ci distrugge con ciò che ci offre, Dio ci costruisce spesso partendo da quello che ci toglie.

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10 -
I frutti di questi "segni degli ultimi tempi" sono sotto gli occhi di tutti (Ger.9,1-8). La cieca e insaziabile ricerca di successo, di piacere e di denaro ha ormai travolto il patrimonio etico e morale di molte generazioni e non risparmia più neppure le relazioni familiari (Mi.7,6) scatenandosi con violenza soprattutto contro le ragazze, le donne, i bambini e le persone disabili o anziane. Cresce il numero di coloro che rinnegano apertamente la Fede, ricusano la giustizia, disprezzano la verità e si abbandonano consapevolmente al male con un'ebbrezza infernale.

E' in atto un inedito attacco alla verità volto a mistificare non solo i valori della Fede ma anche di una cultura millenaria. Si vuole convincere che il bene è "male" e che il male è "bene" e che i vizi sono in realtà virtù vincenti. Questa propaganda capillare utilizza gesti e comportamenti ma anche lo stravolgimento dei significati delle parole. (Esempio paradigmatico e terribilmente dannoso è l'uso, in ambito sportivo, della parola "cattiveria" e "fare male" con accezione positiva invece che negativa).

La propaganda malvagia del mondo catechizza con ogni mezzo bambini, giovani ed adulti propugnando la sua falsa verità: "ciò che nella vita rende felici è vincere, ciò che conta è vincere ed essere riconosciuti vincenti, e per vincere occorre cattiveria, aggressività, volontà di supremazia da esercitare senza rispetto per nessuno, a qualsiasi costo, a qualsiasi prezzo".

In questa ora, in cui la "propaganda del mondo" (volta a convincere ogni uomo, ogni donna, ogni ragazzo e ragazza che la felicità sia un qualcosa che ciascuno debba "prendersi", debba strappare agli altri con violenza) si fa più che mai potente, la Chiesa (ed ogni credente) è chiamata ad affermare con grande energia e chiarezza, con la parola e con i fatti, che la felicità di vita non è un "prendere" ma un "ricevere" ed un "dare", è un dono da accogliere, accrescere e condividere. La Chiesa è chiamata ad affermare che non è vero che il "bene" è perdente ed il "male" è vincente, è chiamata a dire a tutti che non è vero che la felicità è fatta da una somma di piaceri ma che è invece il frutto della gioia del cuore e che la gioia è il frutto dell'amore e non può esistere al di fuori di esso e che l'amore viene solo da Dio.

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IL TEMPO DELLA FEDE


1 -

"Quando vedrete accadere queste cose, sappiate
che Egli è vicino, è alle porte" (Mt.24,33).

Questi "segni dei tempi" non ci sorprendono e non giungono inattesi (2Tim.3,1-5). Il Signore ci ha preparato a queste cose e a quelle che verranno (2Tess.2,7).
Di fronte ad essi deve crescere la nostra Fede, la nostra vigilanza e la nostra preghiera. Dio non ci lascia soli, nel suo paterno Amore dona a noi con crescente intensità e frequenza segni ordinari e straordinari per invitarci alla conversione e richiamarci alla vigilanza nella Fede. "Dio vi dà delle Grazie e voi non le vedete. Pregate e le vedrete" (25/10/02). Purtroppo però questi segni e questi richiami sono inascoltati e le Chiese sono incapaci di capire e incapaci di agire.
Si sente spesso dire: "Il male c'è sempre stato", "La Chiesa è prudente", "La Chiesa non ha fretta". E' questo un tempo invece in cui la vera prudenza ci induce ad avere molta fretta e decisione (Ger.6,14; 23,17).

"Questo è l'ultimo tempo utile perchè voi cominciate davvero a convertirvi. Il tempo passa, ma molti di voi rimangono uguali a prima. Voi potrete convertirvi soltanto attraverso la preghiera. Non voglio che siate fra quelli che all'ultimo momento grideranno: Gesù salvaci!" (1/8/86)

"Non guardate nè a sinistra nè a destra, ma fissate
i vostri occhi solo nel Padre che vi aspetta con le braccia
aperte. Ora è il tempo non di correre, ma di volare" (8/11/86).

"Lavorate per la salvezza del mondo
in modo particolare mentre sono tra voi" (25/5/08).

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2 -

Nel momento in cui il Signore ci richiede docilità, coraggio e prontezza, ecco incredulità, paura ed incertezza. Nel momento in cui il Signore vuole atti concreti di cambiamento e di conversione, quale è la nostra risposta? "Siete troppo presi dalle cose materiali e per esse perdete tutto quello che Dio desidera darvi" (17/4/86). Il Signore chiede preghiera, penitenza e vera conversione, ma la sua voce si perde inascoltata (Is.22,12). "Il digiuno è stato dimenticato dalla Chiesa Cattolica" (31/5/84). I frutti del raccolto si fanno di anno in anno sempre più insufficienti e inadeguati rispetto alle attese del Padrone della vigna, ma molti contadini non ci badano, continuano a trascurare il loro lavoro come se il Padrone non esistesse, o come se si fosse ormai dimenticato della sua vigna (Mt. 21,33-43).

"La tua immondizia è esecrabile: ho cercato di purificarti, ma tu non ti sei lasciata purificare. Perciò non sarai purificata dalla tua immondizia, finchè non avrò dato sfogo alla mia collera. Io, il Signore, ho parlato! Questo avverrà e sarà compiuto!"
(Ez.24,13-14)

"I profeti predicano in nome della menzogna e i sacerdoti
governano al loro cenno; eppure il mio popolo è contento
di questo. Che farete quando verrà la fine?" (Ger.5,31)

"Le strade di Sion sono in lutto, nessuno partecipa alle sue feste; le sue porte sono deserte, i suoi sacerdoti sospirano, le sue vergini piangono e la città è nel dolore. I suoi nemici sono i suoi padroni, ed esultano perchè il Signore l'ha afflitta per i suoi peccati senza numero. Gerusalemme ha peccato gravemente, per questo è diventata un panno sporco; quanti la apprezzavano la disprezzano, perchè hanno visto la sua nudità, anch'essa sospira e si volge indietro. La sua sporcizia è sui bordi della sua veste, non pensava alla sua fine. I suoi profeti hanno avuto per lei visioni di cose vane e insulse, non hanno svelato le sue iniquità per cambiare la sua sorte, ma le hanno vaticinato lusinghe, vanità e illusioni."
(Lam.1,4-5;8-9;2,14)

"Non siate sordi, ma comprendete che
il mio invito è Salvezza, per voi" (25/9/03).

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3 -

La Chiesa Cattolica, quella Ortodossa ed anche le Chiese Riformate sono spesso incapaci di leggere i "segni dei tempi" e di comprendere ciò che Dio chiede loro nell'attuale fase terminale del cammino verso la parusia. La Chiesa Cattolica, ma non solo essa, è percorsa da una profonda crisi di Fede. Questa aridità si pone in contrasto con i provvidenziali piani di Dio recando grave pregiudizio alla missione apostolica (Ger.8,8-9). Molte altre Chiese Cristiane vivono una fase non meno grave di confusione dottrinale, dispersione e sterilità spirituale. La sordità ai richiami di Dio pone oggi la grande parte dei battezzati in una condizione di inerzia e disorientamento e di conseguenza in uno stato di omissione endemica nei confronti del mandato apostolico (Is.42,18-20).

Si è già irrimediabilmente perduto molto tempo e altro se ne perde ancora, come se niente accadesse. A causa di tutti noi (Ger.12,10) le Chiese stanno giungendo impreparate di fronte ai fatti che si porranno loro dinnanzi (Gv.17,17). Superbia, ipocrisia, compromessi economici, tiepidezza spirituale, indolenza teologica, rendono inefficaci i ripetuti ammonimenti e i pressanti inviti che Dio in molti luoghi, in diversi tempi e in molti modi ha inviato e sta inviando (Gb.33,14). La Parola di Dio, infatti, si sta manifestando in questo tempo con grande potenza e con modalità impreviste e straordinarie usando la voce degli uomini più diversi, credenti ed anche non credenti.

"Dio vi vuole salvare e vi manda messaggi attraverso gli uomini,
attraverso la natura e attraverso molte altre cose" (25/3/90).

Il problema delle Chiese non è l'atteggiamento di fronte alle apparizioni di Maria ma quello di fronte all'improrogabile esigenza di cogliere quest'estrema occasione per rendersi conformi al S.Vangelo alla luce dei segni di questo tempo. L'incapacità di cogliere il significato effettuale di questo rappresenta il più doloroso dramma, il più grave peccato (Ger.5,21; Gv.3,36) e delinea le condizioni di incredulità diffusa nella Chiesa che Gesù ha supposto e ipotizzato per il giorno del Suo glorioso ultimo ritorno (Lc.18,8).

"Non importa che vi siano tanti che non credono che Io sia
venuta qui, ma è necessario che si convertano" (17/12/85).

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4 -

Ciò che è essenziale, non è credere o non credere nelle apparizioni di Maria, ma comprendere i segni di questo tempo ed avvertire l'indilazionabile esigenza della nostra personale conversione e del profondo rinnovamento spirituale di tutte le Chiese (Is.52,1-2).

"Credere, pregare, digiunare, confessarsi" (26/6/81).

Maria ci è venuta incontro, proprio perchè abbiamo la mente distratta e il cuore addormentato: "Svegliatevi dal sonno stanco della vostra anima e dite "si" a Dio con tutta la forza" (25/3/01). Maria ci è venuta incontro perchè ha visto che da soli non riusciamo a capire ciò che abbiamo di fronte e ciò che dobbiamo fare (Fil.2,13). I suoi incoraggiamenti, i suoi ammonimenti sono stati uno straordinario dono. Guai a noi se li lasciassimo senza frutto!

"Prendetemi sul serio!
Quando Dio si manifesta,
non lo fa per scherzo" (15/3/82).

"Dio ha piena fiducia in me" (31/8/82).

"Pregate affinchè il mio piano si compia" (25/6/01).

Questi avvenimenti straordinari sono stati promessi e permessi da Dio a causa della drammatica situazione del mondo e della gravissima crisi di Fede che percorre tutte le Chiese. Maria ci insegna che esiste un unico Dio e da Lui procedono tutte le religioni, che a tutti gli uomini è proposta la salvezza perchè su tutti si è diffusa la redenzione di Cristo, che tutti gli uomini sono oggetto del suo materno amore e devono amarsi come fratelli, che ciascuno sarà giudicato secondo quello che avrà ricevuto e fatto.

"Cari figli, durante tutto questo tempo in cui Dio mi ha permesso di essere con voi, incessantemente vi ho invitato alla conversione. Molti dei vostri cuori sono rimasti chiusi. Decidetevi adesso per Gesù! Incominciate a pregare!" (25/12/05).

"Vivete i messaggi che Io vi dò, senza di essi non potete cambiare la vostra vita!" (25/10/16)

"Bisogna annunciare al mondo la realtà,
cioè la serietà degli avvenimenti futuri" (13/9/83).

"Quando vedrete la notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segno che Dio vi dà nell'imminenza del castigo" (dai "Segreti" di Fatima).

Omettere dal messaggio di Maria l'aspetto profetico ed escatologico significa travisarne il significato complessivo.

"Grazie, perchè non tradirete lo scopo
della mia presenza qui" (24/1/91).

"Preghiamo per coloro che non vogliono conoscere
l'amore di Dio, pur essendo nella Chiesa" (25/3/99).

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5 -

"Vi invito a diventare missionari
dei messaggi che vi dò qui" (25/2/95).

"Questo è anche il tempo di grandi prove per tutti
coloro che vogliono seguire la via della pace" (25/12/02).

"Essi dicono ai veggenti: non abbiate visioni!
E ai profeti: non dateci profezie sincere, diteci
cose piacevoli, profetateci illusioni!" (Is.30,10)

Coloro che hanno il cuore aperto alle azioni di Dio non si fanno confondere, distrarre o scoraggiare. Nulla può allontanarli dalla mano di Maria, nulla può distoglierli dai suoi materni messaggi, dalla missione loro affidata.

"Noi non siamo di quelli che tornano indietro
per poi andare verso la rovina eterna" (Eb.10,39).

"Come mai la città fedele
è diventata una prostituta?" (Is.1,21)

"Le sette teste sono i sette colli
dove la donna è seduta" (Ap.17,9).

"Ti giudicherò secondo le tue opere,
ti domanderò conto delle tue nefandezze" (Ez.7,8).

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6 -

Questo è l'ultimo tempo in cui la Chiesa è chiamata a conversione, ad atti nuovi di forte e visibile "discontinuità" con il peccato del passato e del presente. E' indispensabile, per obbedire all'invito della B.V.M., chiudere per sempre la stagione della divisione, dei compromessi, delle incoerenze e dell'infedeltà. E' assolutamente necessaria per la Chiesa Cattolica una stagione di purificazione che possa davvero, attraverso l'azione dello Spirito Santo, rimuovere le strutture malate, i meccanismi perversi, le tacite e spesso condivise disobbedienze che l'avversario ha con il tempo introdotto e che ostacolano, rallentano e rendono sempre più inefficace l'annuncio della Fede. Lo Spirito Santo è all'opera e sta trasformando la Chiesa affinchè sia conforme alle attese di Dio. Questa trasformazione procede nel segno della bellezza, della fedeltà, della misericordia e della guarigione.

Per guidare la Chiesa in questa rinascita spirituale è necessaria Fede indefettibile, abbandono completo, coraggio profetico, umiltà profonda, povertà autentica, gioiosa e totale apertura di cuore verso i disegni di Dio. Quali sono questi disegni? Dio vuole che la Chiesa torni ad essere la vera comunità dei fratelli e delle sorelle di Gesù e deponga, rapidamente ed una volta per sempre, le ingombranti strutture che ne fanno, troppe volte, soltanto una, ricca, lenta ed arida istituzione umana. La Chiesa è chiamata a sviluppare un impegno apostolico almeno dieci volte superiore a quello che esprime attualmente.

Il Papa è chiamato subito ed in prima persona a questo compito. E' necessario che il cammino di generale purificazione della Chiesa inizi con un forte, inedito, esemplare atto di umiltà ed obbedienza a Dio. Recuperi la consapevolezza del suo compito, il suo dovere di annunziare con forza (con le opere e con la parola) la Fede Cattolica, trasmessa dagli Apostoli. Il Papa è tenuto ad invitare alla "conversione" tutti (tutti) i suoi interlocutori. L'invito alla "conversione" alla Fede Cattolica deve essere esplicito, fermo, coerente, senza reticenze, disgustose compiacenze, calcolati opportunismi. Al Signore non servono "successi politici o diplomatici" ma coraggiosi testimoni ed annunziatori della Salvezza attraverso l'invito all'adesione alla Fede. In altre parole: il Papa smetta di fare politica, sociologia e inizi a parlare di Dio. E di Dio si parla con i fatti, non con le parole.

Il Papa si allontani provvisoriamente dalla città di Roma e si ritiri in povertà, preghiera e silenzio nel monastero di Montecassino (Ap.2,9-10).

Il viaggio assuma il significato del "pellegrinaggio penitenziale", sia cioè orante, compiuto a piedi e con il bagaglio del pellegrino (poco o niente). Come gli Apostoli accetti cibo e ricovero da coloro che vorranno accoglierlo lungo la via e condivida con loro in tutta fraternità il pane e la preghiera.

Stia nel monastero per quaranta giorni in silenzio e preghiera (completo silenzio mediatico), poi ritorni rapidamente a Roma. Durante i quaranta giorni tutta l'attività della Santa Sede sia sospesa (salvo l'operatività indifferibile ed urgente), tutti i membri della Curia Romana tornino a disposizione dei Vescovi (dei/delle Superiori/e) a cui sono incardinati/e, dopo aver rimesso nelle mani del Papa il loro mandato. La Curia in tale periodo sia governata da un Vescovo Delegato dal Papa e da non più di ventiquattro persone : sei Vescovi, sei Sacerdoti (3 secolari e 3 religiosi), sei Religiose, sei Laici (di cui quattro sposati) da lui nominate.

Il Suo ritorno non sia in Vaticano, ma nella Sede Episcopale del Laterano. Qui giunto ne fissi la propria Sede Apostolica in un clima di povertà e rinnovato, orante, gioioso fervore evangelico. Promulghi (in modifica del C.D.C.) entro 30 giorni con un "Motu Proprio" la nuova struttura centrale della Chiesa Cattolica sotto il segno della semplificazione, della essenzialità, della piena collegialità (in particolar modo con le religiose ed i laici), della gratuità di ogni incarico e mansione, della efficienza evangelica e in una ritrovata "pari dignità episcopale". A questo proposito sia immediatamente abrogato titolo e ruolo di "Cardinale" (un titolo ed un ruolo che non serve a nulla) e di conseguenza venga sciolto il Collegio Cardinalizio. Venga emanata una nuova procedura per la elezione del Papa che coinvolga come elettori/elettrici i/le rappresentanti di tutti i membri della Chiesa: Vescovi, Sacerdoti, Diaconi, Religiosi/e e laici celibi e sposati.

I "Cardinali" rinuncino subito e spontaneamente al loro "titolo", ad ogni segno distintivo, compenso economico e privilegio e siano inviati dal Papa, (e se il Papa non lo fa lo facciano di loro iniziativa) come semplici pastori, a nuove destinazioni apostoliche. Le destinazioni siano di grande impegno pastorale (carceri, ospedali o parrocchie delle periferie più povere e difficili).

Siano inoltre aboliti tutti i titoli frutto di degenerazioni storiche antifraterne (arcivescovo, monsignore, reverendo, canonico ecc....).

"Gli ex-cardinali presenti in Roma, liberati dal peso della porpora, sono tutti convocati (eccezion fatta solo per quelli seriamente ammalati) in Basilica alle ore 7.00 del giorno fissato per la S.Messa (provvisti di zaino, modulo, sacco a pelo e gallette bastevoli per un giorno) pronti per essere immediatamente inviati alle nuove destinazioni pastorali. I loro alloggi, all'interno e al di fuori della CDV, vengano venduti o immediatamente destinati dalla Caritas di Roma a famiglie bisognose o comunità di accoglienza. Gli altri, nelle loro sedi, compiano con obbedienza la medesima rinuncia e abbiano la medesima disponibilità pastorale."

Il "giorno fissato" è ormai trascorso da tempo.

Le "Congregazioni" ed i "Pontifici Consigli" cedano il posto alle CPC, "Comunità Pastorali Centrali". Il governo economico della Chiesa passi alle CCPQ. Il numero complessivo delle persone appartenenti al clero, impegnate negli uffici pastorali delle CPC non superi mai la cifra di cinquanta; gli incarichi non abbiano mai durata superiore ai cinque anni. Tutti operino gratuitamente associando obbligatoriamente e quotidianamente il lavoro nelle CPC con quello pastorale nel territorio della Diocesi di Roma.

Quando il "Motu Proprio" abbia avuto piena attuazione, il Papa interrompa il tempo del silenzio e proclami la solenne e speciale consacrazione della Chiesa e del mondo a Maria indicendo il:

"Giubileo Universale ed Ecumenico della Penitenza e della Purificazione" della durata di sette anni.

Ritrovi il coraggio di invitare, con la forza della fedeltà a Cristo, alla conversione i non credenti, i non cristiani (Ebrei compresi), all'unità le chiese separate e lasci per sempre le ragioni della prudenza diplomatica che per troppo tempo hanno tacitato la sua voce. L'invito ad aderire alla Chiesa Cattolica, quando è compiuto con verità, carità e rispetto, non può mai configurarsi come un atto di "proselitismo" ma è sempre un atto di amore necessario e conforme al mandato di Cristo.

"Ritornate a Me con tutto il cuore!
con digiuni, con pianti e lamenti" (Gl.2,12).

- Primo e secondo anno: 1) Vendita in tutta la Chiesa dei beni ecclesiastici o loro utilizzo a favore dei poveri e rinuncia ad ogni privilegio politico, economico e culturale. 2) Definizione della CDV come sede della Suprema Collegialità del Magistero Episcopale e sede del Sinodo Permanente. La CDV si caratterizzi così sotto il segno della preghiera, della carità e della condivisione. 3) Missione straordinaria in tutta la Chiesa di annuncio della "Parola di Dio". 4) Appello all'unità a tutte le Chiese separate.

- Terzo e quarto anno: 1) Tempo della riconciliazione familiare, sociale, politica, religiosa e culturale. 2) Tempo di rinnovamento della "vita sacramentale".

- Quinto e sesto anno: 1) Tempo della testimonianza attraverso la Carità, soprattutto verso coloro che ancora non hanno la Fede. 2) Annuncio di Cristo al Mondo.

- Settimo anno: Concilio Ecumenico dell'Unità, della Povertà e della Gioia Fraterna.

Al termine dei sette anni il Pastore Supremo proclami l'unità di tutte le Chiese e raduni nell'unica Fede di Cristo tutti i fedeli delle nazioni (Is.45,20; 66,18-19; Zc.13,8-9).

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7 -

Questo cammino travagliato che attende la Chiesa è inevitabile, fa parte del percorso provvidenziale e non deve dunque turbarci perchè lo Spirito Santo ci dona tutti gli strumenti di discernimento spirituale adatti a decodificare e comprendere ogni passaggio, ogni segno, ogni problema. Possiamo così valutare con serenità ogni cosa, rispondere con forza e fondata consapevolezza ad ogni avvenimento, discernere sempre la verità accogliendo ciò che è buono e prendendo distanza da ciò (persone, iniziative, avvenimenti, oggetti) che non risulta convincente.

La fortissima azione dell'avversario certamente ostacola, rallenta, ma non può tacitare l'azione di Maria e fermare i piani ultimi di Dio (Ap.10,7). Quando Dio agisce nulla e nessuno può fermare la sua azione..

"Quando Dio comincia un'opera
nessuno lo ferma più" (25/10/84).

"Nessuno può sottrarre nulla dal mio potere;
chi può cambiare quello che Io faccio?" (Is.43,13)

Quando Maria chiama c'è chi risponde, perchè nessuno ha la forza di tacitare la sua voce. Le difficoltà e gli ostacoli vengono permessi da Dio al fine di passare al vaglio i credenti, per selezionare il buon grano dalla pula (Mt.3,12). Maria va avanti e noi con lei. Ci apre la via verso il Signore, superando ogni ostacolo che l'avversario le pone dinnanzi..

"Io sono sicuro che Dio che ha iniziato in voi un buon lavoro lo condurrà a termine in tempo per il ritorno di Gesù Cristo" (Fil.1,6).

"Satana è molto forte, con tutte le energie vuole distruggere i miei piani che ho cominciato a realizzare con voi. Voi pregate, soltanto pregate, e non cessate neppure un istante...non permettete che satana vi indebolisca" (14/1/85).

"Siate consapevoli, diletti miei, che io sono la vostra mamma e che sono venuta sulla terra per insegnarvi ad ascoltare ed a pregare con amore" (29/11/84).

"Desidero che diffondiate, di cuore, i miei messaggi" (10/1/85).

"Tutti quelli che cominciano a vivere l'amore
preparano la via della pace" (6/11/85).


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"SVEGLIATEVI E RINVIGORITE CIO' CHE RIMANE!" (Ap.3,2)

- Appello ai fratelli Vescovi -

"Perchè dormite? Vegliate e pregate!" (Lc.22,46)

"Voi siete invitati. Ma bisogna che rispondiate!" (25/10/87)
"Desidero che mi obbediate" (25/2/88).
"Dio mi ha mandato per aiutarvi" (25/1/91).
"Vi ho invitato ad unirvi a me e ad amare" (25/11/95).

"Tutti vi credono una Chiesa vivente,
ma in realtà siete morti. Svegliatevi!" (Ap.3,1-2)

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1) Cari fratelli Vescovi,
il tempo passa, che cosa state aspettando? - Che sia troppo tardi? - Tra poco potrebbe essere troppo tardi infatti. - Fino a dove volete spingere la vostra sordità? - Lo sguardo del Signore su di voi si è fatto molto severo. - Sua madre Maria, vostra Regina, è venuta a chiamarvi e voi? - Da che parte volete stare? - Pensate che la sorte di Laodicea non vi riguardi? - Pensate di poter guidare così le Chiese nel tempo della prova? - Si moltiplicano in tutto il mondo guarigioni ed eventi straordinari, ma tutti vengono accuratamente ignorati. - Quale avvenimento deve accadere per smuovere il vostro cuore? - Pensate davvero di poter ancora temporeggiare? - Avete di fronte una scelta che non potete eludere: o continuare ad ignorare la missione di Maria o accogliere e mettere in pratica i suoi santi ammonimenti (salvando prima di tutto voi stessi). - Non potete più aspettare! - La porta sarà chiusa e non è detto che sarà chiusa alle vostre spalle.

Dio non voglia!

Lo Spirito Santo con segni ordinari e straordinari sta cercando di aprire il nostro cuore alle verità imminenti. Ma il nostro cuore è chiuso. Ai segni straordinari non si crede ed a quelli ordinari non si vuole prestare attenzione e ci si illude di avere tempo, molto tempo...

"Come potete dire: Noi siamo saggi,
la Legge del Signore è con noi" (Ger.8,8).

"Dio si dona a colui che lo cerca" (25/4/97).

Credete davvero che questo sia un tempo come gli altri, uno dei tanti passaggi difficili della storia? Guardatevi intorno, le guerre si moltiplicano, la desolazione occupa ogni giorno nuovi territori del mondo e delle anime. Non è questo uno dei tanti passaggi della storia ma l'ultimo passaggio. Non è questo un tempo ordinario ma assolutamente nuovo e straordinario.

"In questo nuovo tempo bisogna decidersi per Lui,
questo è il tempo della Grazia!" (25/12/1995)

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2) Cari fratelli Vescovi,
Maria chiama prima di tutto voi che avete grande responsabilità allo straordinario lavoro per ridonare, prima che torni il Padrone, la vita alla vigna devastata. La Chiesa è sempre più secolarizzata, incerta, divisa, percorsa da rivalità e contese, ferita da endemiche incoerenze e continui vergognosi scandali, sanguinante per nuove persecuzioni. Voi sconsacrate le chiese, chiudete le parrocchie, dite: "mancano i preti, mancano le risorse, non abbiamo scelta" e non vi accorgete che lo Spirito Santo ricopre di doni e carismi le vostre comunità ma non riuscite a vederli o forse ne avete timore. Se riusciste a vedere ed accogliere anche solo una piccola parte dei doni di Dio, le vostre comunità rifiorirebbero. Invece che cosa fate? Cercate di coprire i buchi andando a cercare i preti lontano. Invece di conferire il presbiterato ai diaconi permanenti celibi e sposati, cresciuti nelle comunità (che conoscono bene linguaggi e problematiche della gente), le affidate a sacerdoti di altri paesi, lingue, culture e sensibilità che si inseriscono ed esprimono con evidente e costante fatica e questo è un modo straordinario per allontanare dalla Chiesa anche i pochi fedeli rimasti.

Sembrate dei generali frastornati e scofitti che, guidando le loro schiere non nell'avanzata ma nella ritirata, si ostinano a non voler cambiare strategia. Nelle vostre assemblee si parla di politica, di economia, di sociologia, di diritto e di cultura ma non si fa nulla per affrontare le terribili urgenze dottrinali e pastorali che attendono da anni il vostro intervento: l'aggiornamento della dottrina morale economica/finanziaria e di quella della sessualità personale e coniugale, della prassi pastorale dei S.Sacramenti e della intera struttura organizzativa della Chiesa.

La Chiesa, ridotta quasi a mero soggetto economico, mediatico e politico, trattando solo più le cose del mondo tra vecchio dottrinalismo, che piace tanto ai nostalgici, e televisivo populismo, dolciastro solidarismo formale che piace alla gente (ma non a Dio), non ha più la forza per adempiere alla sua missione di annunciare la Salvezza per salvare le Anime, spesso presenta un Cristo addomesticato alle convenienze del momento, un Cristo funzionale al mercato dei sentimentalismi, un Cristo che non scandalizza più nessuno e che più nessuno teme ed aspetta veramente.

Perchè non annunciate più la Salvezza? - Perchè non invitate in modo più convinto alla Preghiera! - Perchè non parlate più dell' Anima, del peccato, della conversione, del giudizio? - Perchè non parlate più con le parole di Gesù? - Nei vostri inutili e costosi "sinodi", nei vostri periodici incontri, in realtà non si decide mai nulla nè di teorico (perchè sostenete, a torto, di non poter cambiare la "dottrina") nè di pratico perchè non avete la forza di incidere sui comportamenti quotidiani delle comunità.

La vostra obbedienza a Cristo si riduce forse solo ad un esercizio canonico e formale? Le vostre Chiese smortiscono e si disfanno come "disarmate" di fronte ad un sempre più forte avversario. Il popolo di Dio è in stato di abbandono. Le verità della Fede sono per moltissimi (anche di coloro che partecipano alla S.Messa domenicale) totalmente sconosciute, come anche le più semplici e tradizionali preghiere. Ma non ve ne accorgete? Certamente vi accorgete della assoluta inefficacia dell'approccio esclusivamente formale e dottrinale dell'annuncio della Fede, del tradizionale "fare catechismo" che il più delle volte allontana bambini e ragazzi dalla Fede, della pochezza spirituale dei percorsi formativi in preparazione ai S.Sacramenti. Vi rendete conto della gravità del fatto che i S.Sacramenti continuano spesso ad essere amministrati "pro bono pacis" a chi non ha i requisiti minimi della Fede? Così i "cresimati" spariscono e i matrimoni "saltano". Ve ne rendete conto ma non sapete cosa fare ed allora aspettate, poi vi riunite, parlate, parlate e infine stendete un bel nuovo documento (tante parole per nascondere il fatto che ancora una volta non avete deciso nulla e non lo avete fatto perchè non avete capito cosa avete di fronte) che ripete sempre le stesse analisi, i soliti ammuffiti propositi... e avanti così...

"Solo con il mio aiuto aprirete gli occhi" (25/1/09).

Il Signore è stanco dell'abbondanza delle nostre parole e dall'assoluta assenza di fatti. Gesù prima guariva e poi parlava ed anche noi prima dobbiamo "fare" e poi parlare. Ci verrà chiesto conto di ogni parola che non è stata avvalorata da fatti convincenti. Di tutto abbiamo gravissima responsabilità. Alle domande del Signore che cosa rispondiamo?

"Non hanno nessuna scusa per il loro peccato" (Gv.15,22).

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3) Cari fratelli Vescovi,
compite con coraggio l'atto di umiltà che sempre precede ogni svolta e progresso spirituale! Non permettete all'orgoglio di sbarrarvi la strada! La Grazia dello Spirito (che costituisce e rende efficace la vostra Consacrazione Episcopale) spronandovi al discernimento spirituale, apra alla voce di Maria la vostra mente ed il vostro cuore! Sapete meglio di chiunque altro che il lavoro che viene oggi compiuto nella vigna del Signore è incompleto e gravemente insufficiente. Per questo Maria è fra voi non per rimproverarvi ma per incoraggiarvi. Per questo Lei, "Madre della Chiesa", vi convoca e vi chiama: non siate degli invitati scortesi (Lc.14,15-24)!

L'acqua vivificante che feconda le zolle ed alimenta le viti, non viene dalle sociologie dei vostri piani pastorali e progetti culturali, ma dalla forza di quelli spirituali che con così tanto amore, tanta urgenza e tanta premura, Maria è venuta a proporvi. Questo è il tempo delle decisioni e "stare alla finestra", aspettare le approvazioni o disapprovazioni ufficiali per non correre rischi, rappresenta la peggiore decisione. Considerate la vostra terribile responsabilità!

A voi molto è stato dato e molto sarà chiesto. E' del tutto evidente che credere e rispondere apertamente all'appello di Maria, vuol dire in questo momento per voi andare controcorrente e danneggiare fortemente le vostre umane opportunità, forse danneggiare la vostra immagine agli occhi degli uomini. Cosa ve ne importa! Non lasciatevi confondere e intimorire dagli uomini! E' questo il momento di scegliere. Maria ha bisogno di voi ora! Non abbiate paura! Sceglite la "parte migliore"! (Lc.10,41) - Talvolta per piacere a Dio è necessario non piacere agli uomini (Gv.5,41; 12,43; 2Pt.3,3-4; At.4,19-20; 5,29).

Permettete a Maria di dire anche a voi e alle vostre Chiese: "Grazie per aver risposto alla mia chiamata!" Ascoltate questo invito che vi giunge dall'amore della vostra Madre del Cielo! Non è più il tempo delle false prudenze, delle attese, delle vuote parole. Questo è il tempo della decisione! Questo è il tempo della conversione! Questo è il tempo della preghiera e del digiuno! Questo è il tempo dell'obbedienza incondizionata.

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4) Cari fratelli Vescovi,
uscite, finchè questa possibilità vi è concessa, dal grande numero di coloro che il padrone al suo ritorno troverà addormentati! Non pensate di avere la possibilità di non scegliere, non pensate di poter attraversare questo "tempo di Maria" temporeggiando, senza prendere posizione! Come le parole di Gesù anche quelle di Maria sono pietra d'inciampo, segno di contraddizione ed ignorarle vuol dire negare alla loro autorità. Negare la loro autorità vuol dire chiudersi gli occhi e tapparsi le orecchie, vuol dire cioè opporsi alla Volontà di Dio. Opporsi alla Divina Volontà sapete benissimo cosa vuol dire.

"Fà uscire il popolo cieco, che pure ha gli occhi,
i sordi, che pure hanno orecchi" (Is.43,8).

Ma non vi accorgete che il mondo sta precipitando rapidamente verso la guerra mentre il vostro gregge è ancora disperso? Avrete il tempo di trovare tutte le pecore perdute? (Mt.18,12; Ez.34,5; Zc.11,16-17) - Come potete pensare di poter essere all'altezza del vostro compito, come potete pensare di poter svolgere il vostro evangelico ministero in un momento così drammatico senza affidarvi totalmente a Maria!

Non è teoricamente indispensabile credere in queste o quelle "Apparizioni" per svolgere il vostro Sacro Ministero ed accedere alla Salvezza. In realtà però oggi non è più così. Oggi l'intervento di Maria e la sua mediazione sono divenuti essenziali. Essenziali nella sostanza, non nella forma. Solo se abbraccerete senza ulteriori ritardi "il piano" che Maria ha preparato per guidare la Chiesa alla vittoria e all'incontro con il Signore, potrete partecipare con certezza a questa vittoria. Chi continua a far finta di nulla, chi non vuole compromettersi, chi se ne tiene fuori, rischia davvero di "restarne fuori", e ascolterà con angoscia il canto del gallo (Mt.26,69-75), cioè le notizie sui fatti da Maria preannunciati.

"Dio realizza tutto ciò che ha stabilito" (Ef.1,11).

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5) Cari fratelli Vescovi,
se Maria è stata inviata ora alla Chiesa ed al mondo è perchè la Chiesa ed il mondo hanno assoluto bisogno ora della sua materna mediazione. Rifiutare tale mediazione è come per un naufrago che nuota stremato in mare aperto circondato dagli squali rifiutare di salire sull'unica e ultima scialuppa di salvataggio che gli si avvicina. La Chiesa è chiamata da Dio, attraverso Maria, ad un radicale rinnovamento spirituale, a percorrere una "nuova strada" di conversione.

"Sono con voi per aiutarvi e guidarvi sulla
nuova strada verso la vita nuova" (25/10/92).

Maria ora vi porge la mano, accogliete ora il suo aiuto! In questo ultimo tempo la salvezza della Chiesa passa solo attraverso l'obbedienza pronta, assoluta e incondizionata a Maria.

"Ognuno di voi si sottometta completamente
alla mia Volontà e alla Volontà di Dio" (24/6/87).

Troverete in queste pagine dei suggerimenti dottrinali e pastorali urgenti e concreti. Il compito di queste pagine è infatti quello di "insistere, rimproverare, raccomandare, incoraggiare" (2Tm.4,2). Nulla di quanto è scritto è secondario, accessorio o trascurabile, tutto è strettamente connesso, necessario ed urgente.

"Quel che vi comando è per il vostro bene" (Mt.11,30).

Non risentitevi! Non si tratta di una ingerenza nel vostro sacro ministero ma piuttosto di un provvidenziale aiuto, urgente e necessario. Non si è voluto in alcun modo mancarvi di rispetto, ferire la vostra dignità, offendere la vostra autorità, ma si è dovuto dire con chiarezza, con dolore e con forza ciò che per il vostro bene e per il bene della Chiesa andava assolutamente detto (Eb.12,7). La massima espressione del rispetto non è infatti il silenzio o il plauso dell'adulazione ma la schiettezza della vera fraternità. Ringraziate il Signore che vi ha concesso il privilegio di leggere queste parole in tempo utile (Ger.26,4-6).

"Porgete l'orecchio e ascoltate la mia voce,
fate attenzione e sentite le mie parole!" (Is.28,23)

Dio in questo tempo di Grazia ripete, ribadisce, insiste ma rispetta la vostra libertà e non forza nessuno perchè senza libertà non c'è amore. Dio desidera però ricordarvi che non ci sarà consolazione per chi ha atteso troppo, per chi ha avuto paura, per coloro che, per non aver creduto, per non aver obbedito, saranno presi da un terribile e giustificato rimorso (Pr.29,1; Ger.25,35; Ez.21,12; Lc.8,18; At.7,51).

"Voi siete invitati. Bisogna che rispondiate al Padre
che vi invita attraverso di me" (25/10/87).

"Ci sono molti che non vogliono sentire
i miei messaggi, nè accettano con
serietà quello che dico" (25/6/91).

"Io posso parlarvi nella misura in cui
i vostri cuori sono aperti" (30/10/84).

Sappiate cogliere la chiamata dell'ultima ora (Mt.20,6)! Aprite il cuore! Il tempo della lunga attesa, il tempo della facile misericordia, il tempo dei materni messaggi, degli accorati ammonimenti, dell'amorosa correzione terminerà lasciando il posto a quello grave e solenne dei decreti irrevocabili, che porranno fine al tempo delle opportunità e delle scelte.

"Il Signore ha compiuto quanto aveva decretato,
ha adempiuto la sua parola decretata dai giorni antichi,
ha distrutto senza pietà" (Lam.2,17).

"Arrossirà la luna, impallidirà il sole" (Is.24,23).

"Voi fate attenzione! Io vi ho avvisati di tutto!" (Mc.13,23)

"Egli vi concede Grazie, ma voi non capite" (8/11/84).

"Pregate in modo da capire il valore di questi
messaggi che Io vi do" (25/10/88).

"Vivete in un tempo nel quale Dio vi dona grandi
Grazie, ma voi non sapete utilizzarle" (25/3/01).

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6) Cari fratelli Vescovi,
esaminate con grande attenzione il contenuto di questo accorato appello a voi rivolto e seguitelo! E' un appello (ma anche un ammonimento) che, anche se ignorato, non sarà ripetuto. Non contiene riflessioni o semplici argomenti ma disposizioni dottrinali e pastorali che attendono immediata attuazione.

"Cercate il Signore mentre si fa trovare,
invocatelo mentre è vicino" (Is.55,6).

Scendete ora in Cattedrale, non aspettate domani (non importa se sia giorno o notte). Cominciate con il recitare il S.Rosario, aprite il cuore e tutto vi sarà chiaro.

Non vi rendete conto che Maria ha bisogno di voi adesso, non domani. Ha bisogno di un risveglio perentorio prima di tutto vostro e desidera avervi come protagonisti di una immediata rinascita pastorale che liberi la Chiesa dal pantano in cui il nemico l'ha attirata. Maria ha bisogno subito di Vescovi ferventi, poveri e gioiosi che siano di esempio per i loro Sacerdoti, che sappiano guidare le loro Chiese ponendosi evangelicamente all'ultimo posto (siano interdette dall'uso, da ora in poi, espressioni stantie e antifraterne come: reverendo/a, sua eccellenza, sua eminenza, sua santità ecc...). La Chiesa ha bisogno di Sacerdoti luminosi ed instancabili, di Religiose e di Religiosi che si riapproprino della libertà e della forza assoluta della loro vocazione, di Sposi Cristiani splendidi e fedeli, in grado di illuminare con la loro Fede ed il loro Amore ogni oscurità e tristezza del mondo.

"Io vi amo e perciò vi ammonisco" (28/1/87).

"Chi conosce Dio ascolta la nostra testimonianza,
chi non appartiene a Dio non ci ascolta" (1Gv.4,6).

"Vi invito dal profondo del mio cuore:
apritevi a questa grande Grazia che Dio vi
dà attraverso la mia presenza qui" (25/6/07).

"Io tratto severamente quelli che amo; cambiate
vita e impegnatevi con tutte le forze!" (Ap.3,19)

Cari fratelli Vescovi, pregate, digiunate!
Tornate alla povertà, tornate al Vangelo!

"Solo nella preghiera potete capire
il senso della mia presenza qui" (25/7/95).

Aprite il cuore a Maria!

"Solo così sarete capaci di discernere
i segni di questo tempo" (25/1/93).

"Solo così capirte l'importanza
della Grazia di questi tempi" (25/4/98).

"Apritevi ai piani di Dio
ed ai suoi progetti!" (25/12/92)

Questo è il tempo dell'impegno assoluto, come gli Apostoli si mangerà quando si potrà, si dormirà quando si riuscirà e quasi mai nello stesso luogo (Mc.6,31). In altre parole è il momento di "sbattersi", di lasciare le comodità che ci siamo colpevolmente concessi per rispondere pienamente ad una chiamata straordinaria e irripetibile. Lo Spirito Santo viene a "disturbare" la quiete delle vostre giornate e delle vostre residenze. Misurate con rigore l'abito, il cibo, il tempo del riposo e l'uso per la vostra persona di ogni spazio e bene materiale!

Nulla può essere più come prima. Siate di buon esempio per i vostri Sacerdoti, per i credenti e per i non credenti! Non fate come quelli che "dicono e non fanno" (Mt.23,3). Esaminatevi in coscienza: datevi da fare! Da quando non fate un servizio concreto con le vostre mani, un pratico atto di fraternità che costa fatica e fa sudare, da quando non indossate una tuta da lavoro, da quando non aiutate per un trasloco, non prendete una scopa in mano, non lavate un pavimento, non spreparate una tavola, non mettete su una lavatrice, non imbiancate una parete, non fate una "coda" in ospedale per qualcuno? Da quando non pulite e cambiate un disabile? Da quando non aiutate qualche bambino a fare i compiti? Da quanto non passate tutta la notte al capezzale di un malato? Da quando non saltate un pasto perchè non avete soldi o non avete tempo? Avete forse del personale al vostro servizio? Che cosa vergognosa! Che tutti prendano in questo esempio dalle madri di famiglia, da molte sorelle consacrate, così instancabili nell'azione, così sobrie nelle parole, così forti nella loro umiltà!

Questo è tempo di grandi cambiamenti ed i cambiamenti cominciano dall'ora in cui mettiamo la sveglia, dal Vangelo vissuto nel quotidiano. Dimostrate con i fatti di essere di Gesù prima di parlare di Gesù! (1Gv 2,6)

Il tempo della "pastorale delle infinite parole" infatti è finito, si è esaurito il tempo dei sinodi, dei convegni, delle assemblee, si è concluso quello delle interminabili discussioni, delle commissioni, dei comitati, dei documenti, delle prolusioni, delle premesse e delle conclusioni che non hanno mai concluso nulla di pastoralmente concreto. Questo non è più neppure il tempo in cui alle parole devono seguire i fatti ma è il tempo in cui i fatti devono sostituire le parole e diventare "La Parola".

Questo è il nuovo tempo della Fede, tempo di azione, di sudore e di fatica, tempo dell'obbedienza, del silenzio, della penitenza, della misericordia, del servizio, della guarigione, della fedeltà, della coerenza, della preghiera mai separata dall'azione.

La punta avanzata e fedele della Chiesa non è in quello che voi pensate che sia il suo "centro" ma nelle "periferie".

Cercate le periferie! Servite le periferie! Imparate dalle periferie!

Ascoltate le famiglie! Liberate la Chiesa dal "dottrinalismo" e dal "clerocentrismo"!

Praticamente: "meno comodità, meno parole, meno aziendalismo, più preghiera, più servizio, più testimonianza, più apertura di cuore, fuggire onori e carrierismo e rendersi disponibili per le sedi più povere, difficili e disagiate."

Cominciate subito da oggi: un servizio concreto al prossimo, pratico, umile e silenzioso di almeno quattro ore e poi, questa sera stessa, il S.Rosario nella "Casa diocesana di prima accoglienza" e poi domani lo stesso, ed ogni sera successiva il S Rosario in un luogo diverso, in una parrocchia, in una comunità, in un ospedale, in un carcere o in una famiglia (soprattutto in quelle in difficoltà o divise)... per il resto non fate programmi, vi verrà suggerito dallo Spirito nella preghiera passo passo ciò che dovete fare, non vi fermerete più un istante.

Cari fratelli Vescovi "emeriti", nella Chiesa, datevi da fare! Non esiste la parola "pensione"! Andate a fare i parroci delle parrocchie senza prete delle periferie, nei quartieri più difficili delle grandi città o nelle campagne! Se non c'è la Chiesa cominciate in un piccolo alloggio. Il Signore da tempo vi sta aspettando.

"Decidetevi adesso!" (25/12/05).

Ma perchè è necessario tutto questo? Vi chiederete.

Perchè solo chi avrà una Fede forte supererà i giorni della prova.

"Cingete il cilicio e piangete, o sacerdoti, urlate, ministri dell'altare, venite, vegliate vestiti di sacco, ministri del mio Dio. Proclamate un digiuno, convocate un'assemblea!" (Gl.1,13-14)

Bisogna cambiare e molto in fretta.

"Viene l'Ora ed è questa!" (Gv.5,25)

Questo vi doveva essere detto.
Questo vi è stato detto.


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L'ULTIMA CHIAMATA DI MARIA


1 -

"Sono qui per proteggervi e guidarvi" (25/12/18).

Le apparizioni ai veggenti di Medjugorje sono le ultime apparizioni della B.V.Maria della storia umana e rappresentano l'ultimo passaggio che la Divina Misericordia realizza prima del glorioso e definitivo ritorno del Signore. La "chiamata" di Maria alla Fede ed alla conversione è per tutti gli uomini: credenti di ogni religione e non credenti. La "chiamata" di Maria è urgentemente rivolta ai cristiani. La "chiamata" di Maria è fortemente indirizzata ai cattolici (con particolare, trepidante e dolorosa attesa per i Vescovi, i Sacerdoti e i/le Religiosi/e).

"Lasciatevi guidare da questi due desideri:
l'anelito a Dio e la salvezza degli uomini" (9/10/83)

Rispondere alla chiamata di Maria, accettare questa "Vocazione" vuol dire abbandonarsi totalmente in Dio ed operare senza sosta per la salvezza di tutti gli uomini. Questa missione di rinascita spirituale deve partire dalla famiglia, investire radicalmente la Chiesa, estendersi poi nei luoghi di sofferenza, di lavoro e di svago. Questa Grazia deve quindi raggiungere tutti i popoli e ogni nazione del mondo. Questa è la lunga marcia che i figli di Maria dovranno percorrere a tappe forzate nell'immenso campo della battaglia spirituale in cui Maria ci chiama alla lotta dell'amore.

- - -

2 -
Maria ci guida sulla via della vittoria, ma contro di Lei e contro di noi si scatenano ora gli attacchi più temibili del nemico. E' prima di tutto nel cuore della Chiesa che si consuma questo decisivo confronto tra i figli di Maria e i figli dell'incredulità.

Il nemico cerca con tutte le sue forze di ostacolare "i piani" di Maria. Scatena contro la sua opera incredulità, indifferenza, repressione, calunnie, mistificazioni e strumentalizzazioni.

"Noi conosciamo le intenzioni di satana
e non vogliamo essere le sue vittime" (2Cor.2,11).

Lo scopo dell'avversario è quello di rendere la Chiesa sorda e cieca nei confronti degli appelli di Dio (Ger.6,10). Le indicazioni pastorali che Maria, attraverso la parrocchia di Medjugorje, ha dato alla Chiesa, affinchè fossero accolte come il cuore del proprio rinnovamento spirituale, sono state fin qui del tutto ignorate dai documenti del Magistero e dalla prassi pastorale e quindi restano quasi ovunque senza effetto. In particolare, restano inascoltate le disposizioni di Maria riguardo la preghiera, il digiuno, la Parola di Dio, l'unità ed il rinnovamento della Chiesa.

"Avete dimenticato la Bibbia!" (13/7/81).

"Vi sto pregando di rinnovare la preghiera
nella parrocchia, ma non rispondete" (21/2/85).

- - -

3 -
Amaro destino è infatti quello del figlio che, vedendo la propria madre venirgli incontro con amore per ammonirlo e salvarlo, le chiude la porta in faccia. Felice destino invece è quello del figlio che accoglie gli ammonimenti non come offese ma come atti d'amore, subito si corregge e si salva (Pr.13,1; Sir.32,14-18).

"A chi posso paragonere la gente di oggi?" (Mt.11,17)

Senza un cuore aperto non c'è vera preghiera; senza preghiera non c'è consapevolezza del peccato; senza consapevolezza non c'è pentimento; senza pentimento con c'è desiderio di conversione; senza volontà di conversione non c'è perdono; senza perdono non c'è Redenzione; senza Redenzione non c'è Chiesa.

Ancora oggi l'appello di Maria assume la forma dei "messaggi mensili" che il giorno 25 di ogni mese vengono donati alla Chiesa e al mondo.

"Vi invito, figlioli, a vivere i messaggi che vi ho dato
durante questi anni, da quando appaio qui" (25/2/96).

"Dio mi concede questo tempo quale dono per voi, affinchè
possa istruirvi e condurvi sulla strada della salvezza" (25/8/97).

Maria è venuta a parlare con noi, in questo tempo, per istruirci, ammonirci e salvarci. Come Mosè scese dal Sinai per ammonire il popolo, così Maria si è resa presente per ammonirci e aprire i nostri occhi distratti e pigri su ciò che siamo e su ciò che sarà.

Il Signore disse a Mosè: "Và, scendi, perchè il tuo popolo si è pervertito. Hanno lasciato la via che avevo indicato loro, si sono fabbricati un vitello d'oro, gli si sono prostrati davanti e hanno detto: ecco il nostro dio!" (cfr.Es.32,7-8)

Maria da molti anni è qui, raccoglie i suoi figli e alcuni di essi ascoltano la sua voce, nonostante tutti gli ostacoli che l'avversario cerca di frapporre. La sua voce ha l'autorità, la dignità, l'attendibilità e la forza della "Parola di Dio" anzi, è più che mai essa stessa "Parola di Dio" perchè giunge direttamente da Colei che è stata la prima protagonista dell'Incarnazione e dell'intero disegno della Redenzione e che ora vive, in piena comunione, la Vita Trinitaria. Maria è venuta a guidare ciascun uomo e tutte le Chiese verso l'incontro con il Signore che viene. La missione di Maria infatti è parte integrante dell'azione dello Spirito Santo volto alla rivelazione della "verità tutta intera" (Gv.16,13).

- - -

4 -
"Fate diventare vita ogni parola che Io vi do" (25/6/02).

Il suo materno magistero dischiude a noi le verità della Sacra Scrittura trascurate e nascoste, corregge i nostri errori, dissipa i nostri dubbi, risolve le nostre incertezze.

"Desidero che voi capiate che sono vostra Madre.
Leggete la Sacra Scrittura, vivetela e pregate per
poter capire i segni di questi tempi" (25/8/93).

"Soltanto con il mio aiuto
potrete aprire gli occhi" (25/1/09).

Maria ha avuto da Dio un ultimo mandato di profezia, l'incarico di aprirci gl'occhi, di aprire il nostro cuore alle verità ultime, che Lei conosce e che rinsaldano la nostra Fede e ci orientano su ciò che è veramente urgente, essenziale e necessario. Ciechi nel loro cuore e guide di ciechi sono coloro che ricusano le sue parole! Davanti ad esse dobbiamo soltanto inginocchiarci, chinare il capo, ascoltare e tacere.

"Se non siete umili e obbedienti ai messaggi
che vi do, non posso aiutarvi" (25/4/94).

Di fronte alla ineffabile testimonianza di Maria, al suo materno insegnamento, ai suoi salvifici ammonimenti, dobbiamo deporre la nostra arroganza ed il nostro orgoglio e aprire umilmente il cuore. Beati coloro che non la fanno attendere ma in Lei credono, a Lei obbediscono, per Lei amano!

"Io sono la Beata Vergine Maria" (25/6/81).

"Io sono vostra mamma e desidero aiutarvi" (19/6/86).

Ringraziamo Dio per la "Grazia", per la "Beatitudine" che ci ha concesso, di credere senza "avere visto"!

"Coloro che non vedono credano
come quelli che vedono" (28/6/81).

"Beati quelli che hanno creduto senza aver visto" (Gv.20,29).

- - -

5 -
Maria parla e agisce liberamente per realizzare i piani di Dio, per salvare l'umanità dalle conseguenze del peccato: l'odio, la guerra, la fame, la solitudine, la paura, la disperazione, la perdizione. Maria vuole salvare dalla desertificazione l'anima di ogni uomo. Vuole salvare la Chiesa ed il mondo dalla sconfitta e dalla capitolazione. L'odio diffonde in ogni ambito dell'umana convivenza lasciando dopo di sè solo morte e dolore.

"Che tutti gli uomini si amino!
Sparisca l'odio tra gli uomini!" (27/11/83)

Maria convoca i suoi con un appello tenerissimo e drammatico, non c'è tempo di chiedere permesso per intervenire e per parlare al mondo e alla "sua" Chiesa, Chiesa di cui è "madre e regina". Non spetta a noi stabilire ciò che Lei può dire o fare. A noi spetta il compito di credere, vivere e annunciare.

Chi attende la fine delle Apparizioni, per cominciare a prendere sul serio i suoi messaggi, compie un grande errore, un errore di cui si pentirà amaramente. Maria ci chiede ora, di credere, di pregare, di amare, di fare penitenza, di comprendere alla luce della Scrittura i segni e le prospettive di questi tempi e la ragione, e l'urgenza della sua materna chiamata.

"Io avevo chiamato e nessuno ha risposto,
avevo parlato e nessuno ha ascoltato" (Is.66,4).

- - -

6 -
"Ci sono i segreti, figli miei! Non si sa di cosa si tratta ma, quando lo si verrà a sapere, sarà tardi. Ritornate alla preghiera! Nulla è più importante di essa. Vorrei che il Signore mi permettesse di chiarirvi, almeno in parte, i segreti (Gb.12,22; Is.66,19), ma sono già troppe le grazie che vi offre. Ascoltatemi figli miei, e riflettete in preghiera su questi miei richiami" (28/1/87).

"Io preparo contro di voi una calamità e medito contro di voi un progetto. Lasciate la vostra condotta perversa!" (Ger.18,11)

"Io sono con voi così a lungo
perchè siete sulla strada sbagliata" (25/1/09).

"Queste parole sono nascoste e sigillate fino al tempo della fine. Molti saranno purificati, resi candidi, integri, ma gli empi agiranno empiamente: nessuno degl'empi intenderà queste cose, ma i saggi le intenderanno. Ora, dal tempo in cui sarà abolito il Sacrificio quotidiano e sarà eretto l'abominio della desolazione, ci saranno 1290 giorni. Beato chi aspetterà con pazienza" (Dn.12,9-12).

"Tutto quello che vi ho detto si realizzerà" (25/10/85).

"Dice il Signore: Ecco la sventura passa di nazione in nazione,
un grande turbine si alza dall'estremità della terra" (Ger.25,32).

"Alla fine dei giorni comprenderete tutto!" (Ger.23,20).

"Anche quando sulla collina lascerò il segno
che vi ho promesso, molti non crederanno" (19/7/81).

- - -

7 -
Questo è il tempo delle Grazie e della conversione. Maria attende da noi un'adesione pronta, piena, esplicita e coraggiosa. Ha bisogno di figli che sappiano decidere e scegliere, figli che sappiano fare dei fatti e non solo delle parole (1Pt.1,13).

"Voi parlate ma non fate" (15/5/86).

"Voi vi entusiasmate molto quando sentite nuovi messaggi,
però, tante volte per voi i miei inviti rimangono solo parole.
Mi occorrono le opere" (8/5/89).

"Vi invito a pregare, perchè possiate diventare
testimoni della mia presenza. Senza di voi, il Signore
non può realizzare ciò che desidera" (30/1/86).

"Pregate! Dio vi aiuterà a scoprire
la vera ragione della mia venuta" (25/6/91).

"Cari figli, desidero ringraziarvi per
ogni risposta ai messaggi" (8/1/87).

"Testimonierete ovunque sarete l'amore di Dio" (25/1/97).

- - -

8 -
Rispondere a Maria è il motivo della nostra gioia, ma anche consapevolezza che possiamo fare di più, che abbiamo ancora il cuore chiuso, che siamo ancora lontani, all'inizio del cammino.

"Da anni siete stati invitati alla santità,
però siete ancora lontani" (25/3/89).

Maria non si dà pace e continua a chiamare coloro che hanno deluso le sue attese, smarrito la via dei suoi messaggi.

"Cari figli, di nuovo vi invito:
siate aperti ai miei messaggi" (25/7/04).

Se cerchiamo di rispondere alla sua chiamata ci mettiamo a servizio del suo piano di Salvezza, Maria ci guida per mano nel cammino della preghiera, della penitenza e dell'amore. Rispondere alla chiamata di Maria vuol dire convertirsi, lasciarci cambiare per imparare ad amare.

"Cominciate a cambiare voi stessi mediante la preghiera
e vi sarà chiaro ciò che dovete fare" (24/4/86).

Maria non vuole dei figli addormentati ma ha bisogno di figli attivi e svegli. Vuole dai figli una dedizione totale, un impegno assoluto (2Tm.2,4) a servizio del suo disegno, siano essi Vescovi, Sacerdoti, Religiosi o Laici. Molti hanno accolto l'avvenimento salvifico di Medjugorje solo come una personale "Grazia spirituale", un'opportunità di riscoperta di Dio e della preghiera. Certamente Medjugorje è questo ma non solo questo. Medjugorje è l'atto più importante e potente che la Divina Misericordia produce in questo ultimo tempo per la Chiesa dispersa e l'umanità disperata.

Molti però di coloro che in un primo tempo hanno creduto e accolto i messaggi, percorsi i primi passi della conversione, si sono fermati ed hanno rarefatto la loro preghiera e raffreddato il loro amore.

"Voi non sapete amare" (29/11/84).

Maria lamenta la superficialità di tanti/e suoi/e figli/e. Soprattutto di quelli/e che si recano continuamente a Medjugorje ma non si convertono affatto. Pensano di salvarsi a forza di viaggi e di parole ma non si aprono all'amore.

"Non mi avete dato i vostri cuori" (15/5/86).

"Molti sono quelli che pensano di fare molto
parlando dei messaggi, ma non li vivono!" (25/5/91)

I figli di Maria non hanno bisogno di fare molti pellegrinaggi ma preferiscono promuovere i pellegrinaggi di chi non li ha mai fatti e ne ha più bisogno (pagandogli viaggio e soggiorno). Amareggia la Madre del Cielo la superficialità di chi aspetta con impazienza il ritorno del Signore con l'illusione di essere pronto ma pronto non è (Am.5,18).

"Testimonierete ovunque sarete!" (25/1/97)

"Ognuno di voi porti la mia benedizione nella propria
casa ed esorti gli altri alla conversione" (24/6/87).

Dobbiamo convertirci e portare frutto nel luogo dove viviamo.
Questo vuole Maria. Pochi però capiscono e obbediscono.

"Molti si sono persi su questa strada e non hanno mai
conosciuto con tutto il cuore il Dio dell'amore" (25/10/07).

- - -

9 -

"Dio desiderava che voi deste l'esempio" (25/3/92).

I figli di Maria parlano poco, ma quel poco è estremamente chiaro. Parlano con rispetto con tutti ma senza timore verso nessuno. Si consumano nel servizio e nell'adorazione ma non conoscono il servilismo e l'adulazione.

"La vostra umiltà deve essere orgogliosa,
il vostro orgoglio, umile" (18/6/85).

I figli di Maria camminano verso il Signore che viene offrendo con serenità a Dio le sofferenze, le delusioni, le umiliazioni che la missione loro affidata comporta.

"Questa è una Grazia che molta gente non comprende
e non accetta, perciò voi date tutto voi stessi" (25/12/91).

"Desidero che diventiate apostoli dell'amore. Dal vostro
amore, figlioli, si riconoscerà che siete miei" (25/3/98).

"Vi invito ad essere un modello per gli altri, in tutto,
specialmente nella preghiera e nella testimonianza" (28/8/86).


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CHE FARE?


1 -

"Approfittate di questo tempo per fare il bene" (25/4/16).

Maria si aspetta da te un atto forte, libero, totale di fiducia e di amore per Dio. E' questa la "conversione" che ti chiede. Convertirsi non vuol dire correggere o modificare qualcosa ma cambiare tutto (Mt.10,37; Mc.2,22; Col.3,5-11).

"Cari figli, vi invito alla conversione totale,
convertitevi totalmente a Dio" (25/1/88).

"Decidetevi al totale cambiamento della vostra vita" (25/8/04).

"Il vostro sguardo e il vostro cuore siano sempre rivolti al Cielo e all'eternità, così sarete aperti a Dio ed ai suoi piani" (25/12/2016).

- - -

2 -
Il frutto della conversione è l'abbandono. Solo quando lascerai definitivamente le redini della tua vita nelle mani di Dio potrai dire di avere Fede e di essere sulla via della conversione. Se continui a fare di testa tua, se non smetti di avversare da Volontà di Dio su di te, se continui a perseguire gli sciocchi progetti del tuo orgoglio non puoi dire di avere Fede. Frutto rivelatore della conversione è infatti l'abbandono. Frutto dell'abbandono è la gioia.

"Desidero che attraverso voi il mondo
intero conosca il Dio della gioia" (25/5/88).

"La vostra vita sia un gioioso ringraziamento che sgorga
dal vostro cuore come un fiume di gioia" (25/8/88).

"Desidero chiamarvi tutti alla conversione totale
perchè la gioia sia nei vostri cuori" (25/6/90).

"Lui vi chiama alla gioia. Vivete gioiosamente
i messaggi del Vangelo!" (25/12/96)

"Voglio guidarvi verso la gioia" (25/12/07).

Maria ti apre la via della vita e della gioia ma da te si aspetta un atto di affidamento e di abbandono totale a Dio che non lasci più spazio nel tuo cuore all'orgoglio, all'egoismo, alla tiepidità, all'incertezza ed alla paura.

- - -

3 -
"Dio da voi non desidera nulla,
soltanto il vostro abbandono" (25/5/89).

"ABBANDONARSI A DIO", soltanto questo.

Quando? Subito.

"Cominciate fin da questo momento" (13/2/86).

Perchè? Per essere felici.

"Desidero che ognuno di voi sia felice qui sulla terra
e che ognuno di voi sia con Me in Cielo" (25/5/87).

"Abbandonatevi a Dio, perchè possa guarirvi,
consolarvi e perdonare tutto ciò che in voi
è di impedimento sulla strada dell'amore" (25/6/88).

"Solo attraverso la preghiera e l'abbandono totale il vostro
cuore sarà riempito con l'amore e la pace di Gesù" (25/12/03).

La pace del cuore è il primo frutto dell'amore di Gesù. Senza l'amore di Cristo non c'è pace possibile. L'inquietudine, l'ansia, l'agitazione, la paura infatti misurano la distanza esatta che c'è tra il nostro cuore e quello di Gesù.

Come fare per abbandonarsi a Dio?

Da dove cominciare?

"Vi invito a cominciare da capo
a cambiare la vostra vita" (25/10/92).

Cominciare da capo partendo dal cuore:

1) Aprire il cuore.
2) Rinunciare a tutto.
3) Parlare poco.
4) Pregare molto.
5) Amare sempre.
6) Offrire tutto.

1) - Dobbiamo aprire il cuore a Maria per poter accogliere in noi lo "Spirito dell'Amore" e incontrare Gesù. E' questa la via della salvezza, la via del paradiso. "Vi invito ad aprire la porta del vostro cuore a Gesù come il fiore si apre al sole" (25/1/95). "Aprite i vostri cuori e siate testimoni della mia presenza" (25/10/05). "Aprite il vostri cuori ai miei messaggi!" (25/2/04) - "Quanto più vi aprirete, tanto più ne coglierete i frutti" (6/3/86). "Voi non comprendete le mie parole col cuore e per questo non conoscete neppure il mio amore" (22/5/86).

"Aprite i vostri cuori affinchè Dio vi colmi del Suo Amore e possiate essere "gioia" per gli altri" (25/5/15).

"I vostri cuori sono chiusi e vivono nella paura" (25/12/2015).

Questo è il punto più importante, la porta, il passaggio propedeutico: l'intelligenza della nostra mente, la profondità della nostra dottrina non sono sufficienti per comprendere alla luce dei segni di questi tempi, la Scrittura e i messaggi di Maria. Occorre che siano accompagnate e illuminate dal cuore, cioè dall'amore. Chi non apre il suo cuore rimane al di fuori del cammino di conversione. "Siate voi a convertirvi e a testimoniare, amare, perdonare e portare la gioia del Risorto" (25/8/08).

2) - "Rinunciate a tutte le passioni ed a tutti i desideri disordinati!" (24/6/83) - "Lasciate tutto e dedicate il tempo a Dio" (25/3/88). L'unica cosa che veramente ci deve interessare è l'Amore di Dio che ci viene donato nella preghiera e che dobbiamo donare a tutti nella carità (Col.3,1-3). "Non cercate consolazione materiale ma cercate Dio" (25/9/93). I figli di Maria si riconoscono subito: hanno una vita semplice ed essenziale, rinunciano ad ogni inutile distrazione per dirigere ogni loro energia verso Dio attraverso la preghiera e l'amore del prossimo. "Rinunciate a quelle cose a cui siete attaccati e che danneggiano la vostra vita spirituale" (25/2/90). I figli di Maria rinunciano al vuoto per scegliere l'unica reale pienezza: l'amore. La loro testimonianza di amore è chiara, forte e porterà buoni frutti per sempre. "La vostra testimonianza non sarà solo un valore per voi ora, ma lo sarà per tutta l'eternità" (25/3/88).

3) - "Voi parlate troppo" (25/9/98). Il Regno di Dio non è fatto di parole (1Cor.4,20; Gc.1,26) ma di "Parola vivente", cioè di amore. "Non desidero che la vostra vita trascorra nelle parole ma glorificate Dio con le opere" (25/4/91). "Voi parlate, parlate ma non pregate" (25/12/93). "Pregate di più, parlate di meno" (25/8/18). Maria ha un carattere dolce ma anche molto fermo (dolcezza e fermezza sono infatti le due qualità che rendono perfetto l'amore materno). E' una Donna profondamente "pratica", non ama i discorsi che rischiano di riempire la bocca e svuotare il cuore (Lc.1,51). Non ama neppure i troppi "Rosari" quando sono detti senza amore e senza impegno di conversione. E' una Madre preoccupata per i suoi figli perchè vede i pericoli che essi non vedono. Per questo li invita a pregare ed a "fare", a legare inscindibilmente preghiera ed azione. Dopo aver capito nella preghiera ciò che è bene fare, bisogna farlo, subito, senza storie, senza chiacchere. A Lei non interessano le enunciazioni, i bei propositi, ma solo i fatti e non ci sono fatti senza molta preghiera. La via che Maria ci suggerisce è semplice e pratica: "Pregate di più e parlate di meno"! (25/2/15). Dobbiamo capire una volta per tutte che a Dio le nostre parole sono venute a noia, non interessano, e con le parole: gli onori, le false gerarchie, l'ipocrisia delle dottrine, l'arroganza delle scomuniche, le simbologie degli abiti, le residenze, i palazzi, e tutte le esteriorità, tutte le finzioni e le mistificazioni con cui copriamo con la massima raffinatezza le nostre idolatrie. Dio vuole "fatti"!

4) - "Dimenticate i vostri desideri e pregate!" (25/9/91) - "Pregate per poter sentire, tramite la preghiera, ciò che desidero da voi" (25/7/92). "Senza la preghiera incessante non potete sentire la bellezza e la grandezza che Dio vi offre" (25/2/89). Solo nella preghiera comprendiamo la vuotezza dei nostri piccoli desideri mondani e la stucchevole felicità che ci offrno i doni di Dio.

"Nella preghiera potrete vivere la conversione" (25/7/96). "Pregate per i miei piani" (30/12/00). "La vostra stessa vita deve trasformarsi in preghiera" (3/11/83). La preghiera vera, che apre il nostro cuore all'amore di Dio, è una forza invincibile di bene. "Se pregate col cuore si scioglierà il ghiaccio dei vostri fratelli e scomparirà ogni barriera" (23/1/86). Il basamento portante della preghiera è il S.Rosario, il culmine è la S.Messa.

5) - Ma cos'è l'Amore? Non è una funzione della nostra mente, non è una facoltà del nostro intelletto, non è un desiderio del nostro corpo, non è un'operazione della nostra volontà, non ne siamo noi l'origine e la fonte. L'Amore è l'azione dello Spirito Santo che da Dio discende e invade tutto ciò che è creato. Amare è cosa facile, semplice, non vi è cosa più semplice, a patto che si riconosca che l'Amore non viene da noi ma da Dio e che si "apra il cuore" (vedi punto1) e ci si abbandoni al Suo abbraccio amoroso. Il nostro compito non è altro che quello di "aprire", permettere al "fiume di acqua viva" dello Spirito Santo di inondare il nostro cuore e di fluire quindi, senza ostacoli (gli ostacoli sono i nostri peccati), verso i nostri fratelli a cui l'Amore è destinato. Innumerevoli sono i modi e i tempi con cui l'Amore di Dio si rivela a noi. Come riconoscere questi modi e questi tempi? Nel silenzio della preghiera e nell'umile servizio ai fratelli.

Quali sono le cose che rendono l'Amore realtà unica e divina, non paragonabile con alcuna facoltà umana? Fondamentalmente due. L'Amore mentre ci abita e ci attraversa, si moltiplica quanto più si diffonde. Quanto più si distribuisce tanto più si accresce. Questo vuol dire che quanto più numerosi sono i destinatari del nostro Amore, tanto più sarà abbondante il nostro Amore, non verrà mai a mancare. Cioè quanto più amiamo Dio, tanto più amiamo gli uomini e quanto più amiamo gli uomini, tanto più amiamo Dio. Non dobbiamo mai avere paura di amare, mai l'Amore ci chiederà di non amare. La seconda cosa è che l'Amore è libero dai vincoli del tempo. Ogni atto d'Amore, nel momento in cui avviene esce dalle condizioni normali del tempo e "si eternizza", cioè entra nella dimensione extratemporale del Regno dei Cieli, nell'eterno presente di Dio. Quindi nessun atto d'Amore, va sprecato, dimenticato, perduto ma costituisce in eterno il patrimonio luminoso dell'Anima che lo ha compiuto.

L'amore è quindi infinito ed eterno, è Dio stesso ed il suo linguaggio è universale. Tutti lo capiscono, a tutti deve giungere. "I frutti del bene si vedono, si sentono, arrivano lontano" (25/11/18). Ogni uomo, qualsiasi sia la sua razza, condizione, religione, cultura comprende l'amore e da esso attinge vita, gioia e speranza. L'amore abbatte ogni divisione e paura. Nell'amore si riconoscono come fratelli gli uomini di razza, cultura, religione diversa. Nell'amore si spegne l'odio, si estingue la vendetta, si costruisce l'unità, si radica la pace. Amare vuol dire partecipare alla vita divina di Cristo, condividerne l'immisurabile grandezza e ricchezza (Ef.3,18-19). L'amore di Gesù deve iniziare a circolare prima di tutto nel tuo cuore (sconfiggendo paure, rimorsi, giudizi), poi in famiglia (sconfiggendo egoismo e indifferenza), poi in parrocchia (sconfiggendo divisioni e rivalità) e poi sul lavoro e in tutti i luoghi in cui vivi.

"Dite a ciascuno: Ti voglio bene!" (25/12/97)

Ecco cosa ci comanda Maria!
Ogni uomo ad ogni uomo dica: "Ti voglio bene!" - Ogni famiglia ad ogni famiglia dica: "Vi vogliamo bene!" - Ogni popolo ad ogni popolo dica: "Vi vogliamo bene!" - Ogni nazione ad ogni nazione dica: "Vi vogliamo bene!" - Ogni comunicazione ufficiale o lettera diplomatica tra stati cominci da ora in poi con le parole: "Vi vogliamo bene!"

"Senza l'amore non potete vivere
ne' con Dio, ne' con i fratelli" (25/4/95).

Pregare e credere per essere in grado di amare sempre, di amare tutti, di amare per primi. E' nella preghiera piena di Fede che lo Spirito Santo ci insegna ad amare.

Maria ci insegna che amare vuol dire: "Guardare
con il cuore Dio e gli uomini" (25/2/00).

E per poter "vedere" con il nostro cuore dobbiamo purificarlo da ogni peccato e, nella preghiera, invocare su di esso la Grazia dello Spirito Santo.

"Nella preghiera lo Spirito Santo vi aiuti affinchè
i vostri cuori diventino di carne e non di pietra" (25/6/96).

"Desidero che amiate tutti: buoni e cattivi. Solo così
l'amore prenderà il sopravvento nel mondo" (25/5/88).

Amare con coraggio, con gioia, cercando di essere di esempio per gli altri, un esempio però umile e discreto che sceglie sempre l'ultimo posto. "Vivete con umiltà i messaggi che vi do" (27/2/86). Preghiera e amore devono diventare nel tuo umile, grande cuore una cosa sola, come il tuo cuore deve essere una cosa sola con quello di Maria.

"Le vostre giornate siano solamente
e totalmente: amore e preghiera" (25/6/96).

"Dal vostro amore si riconoscerà che siete miei" (25/3/98).

Tutti oggi hanno disperato bisogno di amore. Tutti ci chiedono amore. Il coniuge ci chiede amore. I nostri figli ci chiedono amore. I nostri genitori ci chiedono amore. I nostri parenti, i nostri vicini e conoscenti ci chiedono amore. Chi lavora con noi ci chiede amore. Le persone sole e sofferenti ci chiedono amore. Gli angeli custodi dei peccatori e delle persone lontane dalla Fede, per loro ci chiedono incessantemente amore, perchè possano aprirsi a Dio.

"Fate del bene a coloro che Dio ha messo
sul vostro cammino e siate luce e gioia" (25/4/08).

Ma dove troveremo tutto questo amore se non attraverso la preghiera? Non ci può essere amore gioioso, luminoso e puro senza vera preghiera e non c'è vera preghiera senza amore gioioso, luminoso e puro.

"Se amate Dio al di sopra di tutto
sarà facile per voi pregare" (25/5/99).

La preghiera senza amore per Dio è una finzione, una serie di vuote parole, una tecnica di meditazione soltanto umana. L'amore senza preghiera presto si inaridisce e rischia di limitarsi ad essere soltanto un atto (sempre più freddo) della sola volontà.

"Se volete scoprire l'amore dovete
oltrepassare la giustizia" (24/6/84).

"Nella preghiera ognuno di voi potrà
raggiungere l'amore completo" (25/10/87).

"Senza amore non potete pregare" (25/11/92).

"Quando c'è l'amore nei vostri cuori
c'è anche la preghiera" (25/4/93).

Al tempo dell'amore ai fratelli segue quello della preghiera, a quello della preghiera quello dell'amore ai fratelli. L'uno prepara l'altro e non può esistere senza l'altro, secondo la sapiente forma e sequenza che la Divina Provvidenza stabilisce per ciascuno.

Quando Maria ci parla di "preghiera del cuore" vuole dirci proprio questo: una preghiera che nasce dall'amore e produce amore. Quando ci parla di "preghiera continua" vuole dirci che una condizione permanente di amore deve segnare ogni attimo della nostra giornata e trasformarsi, momento per momento, in "preghiera del cuore". Questa spirituale spirale della "Grazia" produce in noi frutti concreti di conversione. Quando in noi amore e preghiera saranno una cosa sola allora saremo in grado di avanzare di un passo decisivo nella conoscenza trinitaria di Dio.

"Ogni odio e gelosia escano dalla vostra vita e dai vostri pensieri
e vi sia solo amore per Dio e per il prossimo" (25/1/93).

"L'amore di Dio possa crescere in voi di giorno
in giorno fino alla sua pienezza" (25/6/88).

Amare con la Preghiera, amare con l'offerta delle sofferenze, amare con le parole, amare con i fatti, amare con il silenzio, amare con la conoscenza, amare con l'abbandono, amare con il lavoro, amare con la giocosità, amare con la creatività, amare con il perdono, amare con la testimonianza, amare con l'arte, amare con la scienza, amare con la mitezza, amare con la fermezza, amare con il digiuno, amare con la convivialità, amare con il sorriso, amare con le lacrime, amare con la pazienza, amare con il coraggio, amare con la gioia, amare con il dolore, amare con l'attesa, amare con la decisione, amare con la passione, amare con il nascondimento, amare vivendo, amare morendo, amare sempre, negl'infiniti modi che Spirito ti suggerisce.

Amare vuol dire partecipare, "entrare" nella vita eterna di Dio, amare vuol dire vedere, conoscere ed agire come Dio vede, conosce ed agisce. Quindi amare vuol dire entrare nella Vita Divina.

6) - "Accettate tutte le contrarietà, tutte le difficoltà, tutto, tutto accettate con amore!" (20/1/84).

Con la stessa forza e mansuetudine di Gesù accettiamo ogni dolore, prova e sofferenza come prezzo dell'amore ed offriamola come lode a Dio (2Cor.6,4-10).

"L'amore accetta tutto, tutto ciò che è duro e amaro, a motivo di Gesù che è amore" (25/6/88). "Vi invito ad offrire le vostre croci e le vostre sofferenze per le mie intenzioni... pregate per poter capire che la sofferenza può diventare gioia" (25/9/96). "Datemi le gioie, le tristezze ed ogni dolore, anche il più piccolo, perchè io possa offrirli a Gesù" (25/2/99). "Pregate e sarete capaci di capire e accettare tutto: le malattie e le croci più pesanti" (25/1/92).

Sei sei gravato/a dalla solitudine, offri nella preghiera questa croce. Se sei gravato/a anche dalla malattia, offri anche il peso della malattia. Se oltre che per la solitudine e la malattia soffri anche per la calunnia e la persecuzione, offri anche queste cose a Dio ogni momento per essere parte del sacrificio vivente di Cristo per la conversione dei peccatori e la salvezza del mondo (Ef.1,11).

"Siamo come il profumo dell'incenso offerto a Dio da Cristo, e lo siamo per quelli che sono sulla via della salvezza come per quelli che vanno verso la perdizione" (2Cor.2,15).

Qual'è la sofferenza "inutile"? Quella che non viene accettata ed offerta a Dio, quella di cui ci si lamenta, quella per cui si impreca o si cova rancore, quella cioè che a causa della nostra durezza di cuore non si muta in "incenso" e non sale a Dio, non è parte della "passione" di Cristo e non entra nella economia della Redenzione. Tanto più è pesante la nostra "croce" e perfetta la nostra offerta tanto più è intenso il profumo del nostro "incenso", tanto più efficacemente copre il puzzo che sale dal peccato del mondo.

"Aiutatemi affinchè vi possa offrire al Signore!" (25/6/87).

"Solo attraverso la donazione potete comprendere il dono del sacrificio di Gesù sulla croce per ciascuno di voi" (25/11/07).

"Io sono con voi e la vostra sofferenza è la mia" (25/4/92).

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4 -
Ordina il tuo cuore secondo questi sei punti essenziali! Esaminati su di essi ogni giorno e ti sarà così più facile procedere sulla via della tua conversione quotidiana.

"Cercate con umiltà ciò che non è in ordine nei vostri
cuori e capirete ciò che bisogna fare" (25/4/96).

La conversione quotidiana genererà una consapevolezza tutta nuova, la consapevolezza di essere sulla via giusta, sulla via che con Maria ti porta a Gesù, la via della tua vocazione cristiana a servizio dei piani di Dio.

"Vi invito a diventare cristiani gioiosi, responsabili
e coscienti che Dio vi ha invitati in modo speciale" (25/11/97).

"In tutto quello che fate realizzate il piano
di Dio in voi e attraverso di voi" (25/3/03).

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5 -
La preghiera e i sacrifici sono la via che Maria ci indica per raggiungere la pienezza dell'amore: amore di Dio e amore del prossimo. "Se prima non amate Dio non potrete amare il prossimo!" (25/4/95). L'amore per Dio ci porta all'amore per il prossimo; e solo amando il prossimo che vediamo possiamo essere certi di amare Dio che non vediamo. La completezza dell'amore cioè la santità: ecco lo scopo dei "Messaggi"!

"Dite: ecco, io ho preso i messaggi
e ho provato a metterli in pratica" (25/8/90).

I figli di Maria non si scoraggiano, non mollano mai, perchè se sono consapevoli della loro miseria e debolezza lo sono anche della costante e materna vicinanza di Maria e della infinita forza dello Spirito Santo che continuamente guarisce, rigenera, vivifica.

Maria ci vuole perseveranti e forti. Se non riusciamo a digiunare un giorno, riproviamo un'altro giorno. Se non abbiamo pregato oggi quanto necessario, domani pregheremo di più. Se abbiamo amato poco, ameremo di più. Non ci lasciamo avvilire dai fallimenti ma siamo sempre pronti a ricominciare con sempre più ardore e amore per Gesù e Maria.

"Io vorrei tutti voi per me,
ma molti non mi accettano" (1/3/82).

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6 -
Tutti Lei chiama, tutti Lei attende.
Tutti Lei forma nella preghiera.
Tutti Lei spinge nella missione di amore.

"Dio ha scelto ognuno di voi come strumento
per il piano di salvezza dell'umanità" (25/1/87).

Tutti quelli che rispondono alla sua chiamata e accettano la sua maternità vengono accolti ed integrati nel suo "piano" per il rinnovamento della Chiesa e la Salvezza di tutti gli uomini. A ciascuno affida un compito: in famiglia, nella comunità, sul lavoro, nella Chiesa, nel mondo. Per Maria tutti i suoi figli sono uguali, cristiani e non cristiani, credenti e non credenti. Per Lei tutti sono importanti, anzi, necessari al compimento della sua missione.

L'appello di Maria è generale, universale, veramente "cattolico". Veramente "cattolica" è anche la vocazione dei suoi figli che, in risposta alla preghiera di Cristo (Gv.17,21), vivono nel loro cuore già la piena unità spirituale tra cattolici, ortodossi, riformati, pentecostali, avventisti e nutrono sincera e fraterna amicizia con i credenti di tutte le religioni che adorano l'unico Dio, perchè anch'essi, se pur inconsapevolmente, usufruiscono in qualche misura della medesima universale Redenzione di Cristo (Ef.4,13).

Mentre Satana e i suoi teologi sono riusciti a bloccare dall'alto, per secoli, il cammino ecumenico, Maria in un solo attimo lo porta a compimento dal basso, nel cuore dei suoi figli diffusi in tutte le Chiese. E se i teologi ci diranno che non è così, noi crederemo a Maria e non ai teologi perchè Lei è stata inviata da Dio e invoca e prega e soffre per tutti e per ciascuno, guidando i suoi nella sua ultima missione di unità, di profezia, di guarigione e di salvezza (Ne.1,9; Ez.33,1-6).

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7 -
"Vi voglio invitare ad incominciare da oggi, a vivere una nuova vita. Dio ha scelto ognuno di voi nel suo piano" (25/1/87).

I "figli di Maria" sono scelti e mandati per la salvezza delle Chiese e del mondo. Non hanno bisogno di incontrarsi per conoscersi, di parlarsi per comunicare, di contarsi per crescere, di organizzarsi per obbedire pienamente a Dio. Sono infatti guidati e condotti uno ad uno, momento per momento da Maria sulla traccia provvidenziale del disegno di misericordia di questo "ultimo tempo". Il disegno che le "Scritture" hanno preannunciato e che solo Dio e Maria conoscono nella sua completezza.

"Saranno come prodi che calpestano il fango delle strade in battaglia. Combatteranno perchè il Signore è con loro" (Zc.10,5).

"L'Agnello vincerà perchè è il Signore sopra tutti i signori, il Re sopra tutti i re. Quelli che lo accompagnano nella vittoria sono stati chiamati: fedeli e prescelti" (Ap.17,14).

"Ho bisogno del vostro aiuto
per realizzare i miei progetti" (1/2/88).

"Impegnatevi con amore lì dove siete" (5/8/86).

"E' grande l'importanza che ognuno
di voi ha nei piani di Dio" (19/1/89).

"Tramite voi desidero rinnovare il mondo" (25/10/96).

"Vi invito a diventare missionari dei miei messaggi" (25/2/95).

"Voi siete responsabili dei messaggi. Qui si trova la fonte della Grazia. Ognuno risponderà secondo le proprie capacità" (8/5/86).

"Io ho fatto tutto quello che potevo!" (9/3/85)

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8 -
Purtroppo, molti di coloro che non credono alle apparizioni di Maria, o non ne comprendono il vero significato, crederanno forse soltanto quando saranno di fronte all'evidenza di qualche fatto. Questa tardiva consapevolezza però potrebbe non essere di alcun giovamento. Non possiamo tacere l'importanza e la gravità di questa urgenza per ciascun uomo e per tutta la Chiesa.

"Dite a quei Sacerdoti che non credono alle mie apparizioni che Io, da sempre, trasmetto al mondo messaggi da parte di Dio. Mi dispiace che non credano, ma non si può obbligare nessuno a credere" (31/12/81).

"Voi non capite il grande amore che io nutro per voi e vi offro. Affrettatevi a comprenderlo! Quando finiranno le apparizioni potrebbe essere tardi" (22/10/85).

"Pregate! Perchè la benedizione di Dio possa proteggere ognuno di voi da tutto il male che vi minaccia" (25/4/87).

"Io desideravo fare di voi un'oasi di pace,
di amore, di bontà" (25/3/92).

"Ora, cari figli, non comprendete questa Grazia, ma presto verrà il momento in cui rimpiangerete questi messaggi" (25/8/97).

Questo è il messaggio di Maria, questo è l'invito del Vangelo: siamo tutti chiamati ad un profondo rinnovamento spirituale per conformarci a Cristo. "Che la vostra conversione cominci oggi e non domani" (25/11/98). Tutta la Chiesa ha bisogno di immergersi nel S.Vangelo in uno straordinario passaggio penitenziale, per mondarsi da quei peccati che le impediscono di adempiere al suo compito di Salvezza. Abbiamo tutti bisogno di deciderci nuovamente per Dio ora. Le nostre Chiese sono spesso chiuse o, se aperte, vuote e senza preghiera (Am.8,12).

La Parola del Vangelo, relegata spesso solo nello stretto ambito liturgico, non viene più annunciata a coloro che non conoscono Dio. La preghiera è scomparsa dalle case e dalle famiglie e in molte comunità il ritualismo ha sostituito l'autentico culto spirituale. I S.Sacramenti (specialmente la S.Confessione) sono trascurati o totalmente abbandonati anche da coloro che dovrebbero amministrarli. Incoerenze, compromessi, omissioni e scandali feriscono senza sosta il Corpo sanguinate di Cristo.

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9 -
Maria è venuta a salvare ogni uomo e, per fare questo, a rinnovare la Chiesa. Non può farlo senza il nostro aiuto e contro la nostra volontà. Anche la Chiesa non potrà essere rinnovata e salvata se non si lascia purificare da ogni ipocrisia, idolatria e compromesso, se non vive quella "rinuncia interiore" che Maria ci indica come la sola via per conoscere Dio ed essere testimoni della verità.

"In questo tempo quaresimale vi invito alla rinuncia interiore. La strada che porta a tale rinuncia passa attraverso l'amore, il digiuno, la preghiera e le opere buone" (18/3/06).

Ma come Chiesa ora, che dobbiamo fare?

Qual'è il "piano di Maria" per salvare l'umanità e
"perchè la Chiesa risusciti nell'amore"? (25/3/99)

Maria quando parla della necessità di cambiamento radicale di ciascun uomo, usa la parola "conversione", quando parla della Chiesa usa spesso la parola "rinnovamento" ma in questo messaggio Maria usa la parola "risurrezione", cioè passaggio da una condizione di morte ad una di vita. Questo deve indurci a riflettere.

E' del tutto evidente che grande parte della Chiesa si trova in una drammatica condizione di peccato e di tiepidezza spirituale: non ascolta, non crede, non prega, non perdona, non ama. Non risponde all'appello della Regina e della Madre. Non rispondere ora all'appello di Maria significa non rispondere alle attese di Cristo (Lc.6,46).

"Preghiamo per coloro che non vogliono conoscere
l'amore di Dio, pur essendo nella Chiesa" (25/3/99).

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10 -
Maria è venuta ad invocare, proporre e guidare una grande rinascita della Fede che proceda contemporaneamente in tre grandi direttrici: 1) purificazione, conversione e riconciliazione; 2) preghiera e Parola di Dio; 3) amore e gioia.

Ecco dunque che una grande stagione di purificazione e di conversione attende ora la Chiesa. L'opera che l'avversario compie per dissolverla nel tradimento è giunta al suo apice. Coloro che, illuminati dallo Spirito Santo, comprendono questo devono scuotersi e rispondere con prontezza e decisione agli appelli di Dio. Coloro, invece, che hanno ormai indurito il cuore e smarrito la loro sensibilità, continueranno a fare finta di niente, continueranno ad ingannare se stessi, continueranno ad essere sordi e ciechi.

Allora che bisogna fare?

Vivere e diffondere con gioia i messaggi di Maria senza paura, senza incertezza, senza perdere tempo.

"Vi invito a vivere con amore i Messaggi che
vi do e a trasmetterli in tutto il mondo" (25/2/95).

"Desidero che siate attivi...bisogna che voi collaboriate con la vostra vita e con il vostro esempio. Desidero che gli uomini si convertano e vedano in voi Me e mio Figlio" (25/5/96).

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11 -
Non c'è da inventare nulla. Dobbiamo partire da ciò che già c'è di buono nella vita spirituale della famiglia e della Chiesa ed illuminarlo di nuovo alla luce del Vangelo così mirabilmente riflessa dai Messaggi di Maria. Occorre partire dal poco che è rimasto e subito migliorarlo, completarlo, accrescerlo e moltiplicarlo secondo le precise indicazioni che Maria ci ha dato.

Il primo passo che attende la Chiesa è un grande passo penitenziale (Ger.6,26; Gc.4,9): tempo di preghiera, digiuno, pellegrinaggio e credibile testimonianza, per invocare il dono della pace e della conversione.

"Proclamate un digiuno, convocate un'assemblea, adunate gli anziani e tutti gli abitanti della regione nella casa del Signore vostro Dio e gridate al Signore!" (Gl.1,14)

"L'Angelo, indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: penitenza, penitenza, penitenza!" (dal III segreto di Fatima)

"Questo è tempo di penitenza e conversione" (25/2/04).

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12 -

"Fate novene di digiuno e di rinuncie" (25/7/05).

E' attesa da tutti i Pastori della Chiesa una nuova, forte e pronta adesione alla Divina Volontà che si incarna nell'obbedienza a Maria. Permetta loro di diventare fulcro di comunione ecumenica, fermento di unità spirituale tra tutte le religioni, occasione di riconciliazione e di pace per tutti gli uomini di buona volontà. In particolare il Papa è tenuto a mettersi in gioco in prima persona come pellegrino di pace in tutti i "teatri di guerra".

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13 -
Che la Divina Grazia dello Spirito di Dio possa pienamente agire nella Chiesa e tra le Chiese, cioè: "Pieghi ciò che è rigido, scaldi ciò che è gelido, drizzi ciò che è sviato" attraverso:

1) una immediata e forte STAGIONE PENITENZIALE per invocare sull'umanità il dono della pace e della conversione. Una stagione spirituale che poggi sull'Adorazione Eucaristica, sul S.Rosario, sulla approfondita lettura della Parola di Dio, e soprattutto sulla Riconciliazione attraverso la S.Confessione. "Adorate senza interruzione il S.Sacramento!" (15/3/84) La Chiesa è chiamata a giorni di preghiera ininterrotta, diurna e notturna, in tutte le Chiese. E' importante che la preghiera sia continua, quindi anche notturna, NELLA BASILICA DI SAN PIETRO in Roma, in tutte le Cattedrali diocesane, nei Santuari, negli ospedali, nelle carceri e in quelle Chiese parrocchiali, ove ciò sia possibile. - (E' vero motivo di profonda vergogna per tutta la Chiesa il fatto che nella Basilica di S.Pietro non venga attuata l'adorazione perpetua al SS.Sacramento!) - Le Basiliche, le Cattedrali ed i Santuari devono tornare ad essere luoghi di aperta accoglienza dei pellegrini e dei poveri, di effettiva preghiera, continuo annuncio e ininterrotta riconciliazione sacramentale. "Vi invito alla preghiera continua" (26/7/83).

2) giorni di DIGIUNO da ogni vuota distrazione, dalla TV e, per chi è in buona salute, di digiuno alimentare stretto almeno il mercoledì e il venerdì.

3) giorni propizi per un fortissimo appello alle FAMIGLIE affinchè riscoprano la preghiera quotidiana comune, la lettura della Parola di Dio e accolgano in pienezza la Signoria di Cristo nell'amore scambievole tra marito e moglie e tra genitori e figli. Un fortissimo appello al perdono ed alla riconciliazione giunga alle coppie separate e in difficoltà. Un grande slancio di accoglienza raggiunga tutte le persone e le famiglie più povere. Un fortissimo impegno di Carità raggiunga le persone sofferenti nelle carceri, negl'ospedali, nelle case d'accoglienza e di riposo. Nessuno deve sentirsi solo.

4) fortissimi appelli che raggiungano tutte le sorelle e i fratelli CONSACRATI, affinchè attingano alla Grazia della S.Confessione la forza di vivere la loro vocazione senza ipocrisie e compromessi, in vera povertà, castità ed obbedienza a Cristo, offerendosi come totale dono di amore per tutti gli uomini.

5) giorni di preghiera, discernimento e decisione per l'Episcopato ecumenico raccolto intorno a Pietro. Giorni decisivi per accogliere la volontà dello Spirito Santo, deliberando le indilazionabili scelte affinchè il cuore duro della Chiesa si sciolga in una nuova e radicale obbedienza al S.Vangelo. Giorni in cui rapidamente si ponga mano al rinnovamento della Chiesa rimuovendo tutti gli ostacoli teorici (con una vera riforma, alla luce del S.Vangelo, del diritto canonico) e pratici che inibiscono da troppo tempo l'attuazione del Mandato Apostolico. Giorni che rendano feconda la stagione della Divina Misericordia (Gv.6,39; 2Cor.6,2). Giorni di nuova speranza per tutti i poveri, gli oppressi, i pacifici e i perseguitati. Giorni di reale filiale obbedienza ai messaggi della Beata Vergine Maria. "Pregate e fate ciò che lo Spirito Santo vi ispira" (25/5/93).

6) giorni favorevoli alle famiglie religiose, affinchè riuniscano i loro capitoli generali e organi direttivi, per passare al vaglio del Vangelo la loro condotta e adottare le decisioni che lo Spirito Santo, dopo il periodo penitenziale, avrà loro suggerito, in conformità ed obbedienza alle deliberazioni assunte dai Vescovi.

7) giorni favorevoli all'ascolto ed al dialogo fraterno con coloro che non hanno ancora accolto il dono della Fede e con i credenti delle altre grandi religioni. Giorni di carità, di accoglienza e di condivisione.


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14 -
"Chiamate il mondo alla conversione!
Tutto dipende dalla vostra conversione!" (15/12/83)

"Solo con la preghiera e il digiuno
anche le guerre si possono fermare" (25/1/01).

Mentre infuria la lotta, per molti il tempo trascorre come se nulla accadesse.

"La preghiera regni in tutto il mondo!" (25/8/89)

"Non permettete che vada perduto
neanche un minuto!" (4/3/88)

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15 -

L'invito alla penitenza ed alla preghiera di riparazione lanciato a Fatima è ormai dimenticato. L'attuale ultimo e conclusivo appello di Maria alla Chiesa e all'umanità?

Questa omissione è motivo di grande rammarico, profondo dolore, vivissima preoccupazione e continua preghiera in tutti coloro che comprendono ciò che la Scrittura, i messaggi di Maria e i segni dei tempi fanno concordemente presagire (Zc.11,16-17).

Le Chiese in questa ora drammatica sappiano chinare il capo alla Volontà dello Spirito Santo e "risorgere nell'amore".

La severità di questo ammonimento è un dovere fraterno che scaturisce unicamente dal grande amore e rispetto per il Sommo Pontefice e la Chiesa tutta. Alla luce dei molti interventi straordinari della B.V.M. (da La Salette a Fatima a Medjugorje) e dei segni di questo tempo sarebbe contrario alla carità un ammonimento ai Pastori della Chiesa che non fosse sostenuto da assoluta sincerità e chiarezza. Questa chiarezza è conforme e non contraria alla vera comunione. La comunione fraterna infatti (Gv.17,21) non può sussistere che nella suprema obbedienza alla Volontà di Dio.

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16 -
L'obbedienza a Dio (nella docilità a Maria) richiede oggi più che mai amore e coraggio nella verità, non c'è spazio nè tempo per mediazioni e compromessi (2Pt.1,19). La Chiesa è ferita gravemente nel suo cuore. Sarebbe infinitamente comodo continuare a tacere e, dopo aver visto le ferite ed il sangue, alzare lo sguardo e passare oltre (Lc.10,31).

Maria è venuta ad ammonirci per amore ed anche noi, quando dobbiamo ammonire, dobbiamo farlo per amore. L'ammonimento di Dio che Maria è venuta a portarci con la tenerezza e con la forza materna che le è propria è per tutti, nessuno escluso. Esso non è fatto solo di parole ma anche di avvenimenti che tutti potranno conoscere, di fatti che indurranno tutti a riflettere.

"Lasciati correggere Gerusalemme, affinchè Io non mi
allontani da te e non ti riduca ad un deserto" (Ger.6,8).

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17 -
La correzione che il fraterno ammonimento propone non può agire senza la preghiera. Da parte nostra occorre pregare senza sosta per i Vescovi e la Chiesa tutta. I Vescovi non trascurino queste parole così povere nella forma, ma così importanti nella loro sostanza. Le accolgano come dono imperfetto ma prezioso. Possa il loro cuore corrispondere rapidamente alle celesti materne attese della B.V.Maria, per il bene loro, di tutta la Chiesa e di tutta l'umanità.

"Vivete i miei messaggi e mettete in pratica
nella vostra vita ogni parola che Io vi dò!" (25/6/02)

Anche i Sacerdoti, i Diaconi, i Religiosi, le Religiose e i singoli credenti considerino la serietà della situazione e la loro personale responsabilità. Il tempo utile è stretto (Eb.12,25-27; Pr.1,24-31).

"Io vi invito ripetutamente
ma voi siete ancora lontani" (25/10/89).

Preghiamo e offriamo i nostri sacrifici affinchè tutti aprano il loro cuore a Maria, e rispondano con umile, forte ed obbediente prontezza alla sua chiamata.

"Vi invito a fare tutto quello che vi dico" (15/5/86).

La Grazia di Dio muove ed interviene in soccorso della sua Chiesa. La Grazia però non agisce se non produciamo concreti segni di obbedienza e conversione (Ger.6,8; Mt.3,8).

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18 -
"Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione!" (Mt.26,41)

La vigilanza, alla luce della Parola di Dio, cioè l'attenzione alla verità del nostro essere, tesa all'incontro con il Signore, dovrebbe rappresentare la disposizione d'animo naturale e costante per ogni cristiano (Lc.21,34-36). Essa non ci deve distogliere dall'impegno nella nostra vita quotidiana (2Tess.3,6-12) ma, anzi, ci deve far vivere ancora più pienamente nel tempo presente. Però il nostro orizzonte quotidiano non è il nostro unico orizzonte.

Non sappiamo quando incontreremo il Signore, nè il giorno della nostra morte (Mt.24,50), nè il giorno glorioso del Suo ultimo ritorno (Mc.13,24-27). Gesù ci chiede di uscire dalla nostra superficialità e distrazione per essere vigilanti e di comprendere bene cosa sta avvenendo (Mt.24,33). Coloro che amano Dio non sono presi da timore (Sir.34,14), perchè sanno che, al termine di ogni travaglio e di ogni mutamento, li attenderà la gioia (Is.55,12; 2Mac.6,12; 2Pt.3,13).

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19 -

Come ci dice Paolo, siamo in mezzo ad una lotta, perciò: "prendete le armi che Dio vi dà, per poter resistere contro le manovre del diavolo. Infatti noi non dobbiamo lottare contro creature umane, ma contro spiriti maligni del mondo invisibile, contro autorità e potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso" (Ef.6,11-12). Dobbiamo vigilare e difendere noi stessi con le armi di Dio, dai mali che ci minacciano (1Pt.5,8-9).

"Beati i servi che il Signore al suo
ritorno troverà vigilanti" (Lc.12,37).

Non dobbiamo permettere che la fonte dello Spirito di Dio, donatoci nel S.Battesimo, si prosciughi e ceda il campo alle lusinghe del peccato (Rm.8,5-8). "Io vi sono vicina per aiutarvi, ma voi non volete e così satana vi tenta nelle più piccole cose e la vostra Fede scompare" (25/3/95). Il nostro progressivo e quasi inconsapevole cedimento alle tentazioni del maligno infatti, induce in noi, l'ipocrita atteggiamento del figlio che continua a parole a proclamare la sua obbedienza al Padre, ma in realtà, vive lontano dalla Sua Volontà (Mt.21,28-32).

"Siate sempre pronti" (Lc.12,35).

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Essere pronti significa accogliere momento per momento la Volontà di Dio, cioè essere liberi e forti nella Fede, misericordiosi e riconciliati, sofferenti e gioiosi, poveri e generosi, umili e determinati, docili allo Spirito, affamati di Parola di Dio, operosi nella Chiesa, ferventi nella Preghiera e instancabili nella Carità. Portatori dell'amore e della pace che viene da Dio.

"Non agitatevi, non preoccupatevi! Ogni agitazione viene da
satana. Voi siete figli di Dio. Dovete essere sempre calmi,
nella pace, perchè Dio guida tutto" (29/8/83).

"Per il cristiano c'è un unico atteggiamento nei
confronti del futuro: la Speranza della Salvezza" (10/6/82).


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LA VIA DELLA DANNAZIONE: I VIZI CAPITALI


La tradizione millenaria della Chiesa ci invita, attraverso la conoscenza dei "vizi capitali", a smascherare i principali strumenti che satana utilizza da sempre per impedirci di usare la nostra libertà per accogliere la Redenzione e accedere così alla vita eterna. I peccati sono il frutto del nostro ripiegarci su noi stessi in ceca obbedienza alla legge del nostro egoismo (Ef.4,19). Cos'è "l'egoismo"? E' la ricerca della felicità all'interno di noi stessi, solo nel chiuso della nostra piccola realtà psicologica e sensoriale. I peccati (che altro non sono che le operazioni funzionali al nostro egoismo) opprimono la nostra anima e ci impediscono di amare. Senza donare amore la nostra anima avvizzisce e muore. Amare è l'unico modo che abbiamo per accostarci a Dio "perchè Dio è Amore" (1Gv.4,8). I vizi capitali non sono solo peccati ma idolatrie, cioè atti di devozione e di adorazione verso gli spiriti del male, signori del nostro egoismo, fonti e motori permanenti di peccato che ci allontanano dall'amore di Dio, cioè dalla vita soprannaturale (Es.20,1-6). Come Dio attraverso "i sette doni dello Spirito Santo" ci apre la via verso il Paradiso, così satana attraverso "i sette vizi capitali" ci spiana la via verso la dannazione. Gesù, nel Vangelo ci insegna a guardare in faccia la realtà. E la realtà è che sono pochi quelli che si salveranno (Mt.22,14) attraversando la porta stretta della vita (Mt.7,14) e che molti, invece, percorreranno la larga ed affollata via che porterà alla perdizione, perchè "gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce"(Gv.3,19). "Non potete convertirvi figlioli, se non lasciate i peccati e non vi decidete per l'amore verso Dio e verso il prossimo" (25/1/02).

E' bene essere estremamente chiari quindi nel dire, senza eufemismi o giri di parole, che i vizi capitali, che satana sta diffondendo nel mondo con una capillarità ed una forza senza precedenti e le idolatrie da essi indotte, sono malattie mortali dell'anima e stanno portando grande parte dell'umanità ad una improvvisa rovina (Sap.17). Chi ha coltivato in sè il piacere di fare il male e, dopo aver rifiutato consapevolmente tutte le numerose occasioni di pentimento e di ravvedimento che Dio gli ha messo lungo il cammino, muore in tale condizione incorre nella dannazione eterna (2Tess.2,12). Quella dannazione che satana auspica, prepara ed induce per ogni uomo, dal giorno del suo tradimento (Gv.8,44). La Volontà di Dio invece e lo scopo della Croce di Cristo è la Salvezza di tutti gli uomini, infatti: "chiunque si avvicinerà a Me con Fede, Io non lo respingerò" (Gv.6,37); "chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato" (At.2,21); "Dio è il Salvatore di tutti gli uomini, ma soprattutto di quelli che credono" (1Tm.4,10).

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La grande battaglia.

Ogni giorno della nostra vita è teatro della grande battaglia spirituale dal cui esito dipende il nostro futuro eterno. E' del tutto evidente che si tratta della cosa più importante della nostra vita, è del tutto evidente che è una battaglia che ad ogni costo dobbiamo VINCERE, naturalmente. L'avversario, con le sue potenti armi di seduzione e di corruzione (i vizi capitali), sviluppa contro di noi una strategia mirata, continua, personalizzata (conosce meglio di noi i nostri punti deboli) volta a fare "breccia" nella nostra anima, ad occuparla per saccheggiarla (Dio non permette la distruzione completa dell'anima nemmeno al peccatore più compromesso perchè, anche nell'ultimo istante di vita, se lo vuole, possa pentirsi e salvarsi). L'attacco dell'avversario è di solito su più fronti (superbia-ira, accidia-avarizia, lussuria-gola) ma può anche svilupparsi su un fronte solo o, nei momenti di particolare fragilità, su tutti i fronti contemporaneamente. Il ripiegamento sui nostri orizzonti solo terreni ci porta all'idolatria del piacere e della ricchezza. Questo produce rapidamente molte nefaste conseguenze tra cui la "noia del vivere quotidiano". Priva della dimensione spirituale la vita, a poco a poco, perde bellezza, sapore e significato. Le persone ci deludono, le cose ci stancano, i soliti piaceri ci annoiano. Per vincere la noia si cade poi in un progressivo disordine, nella perversione, nell'uso di sostanze nocive alla salute.

Senza l'aiuto di Dio ogni resistenza è impossibile. Non illudiamoci! Le nostre difese puramente di "etica umana" sono armi spuntate. L'arma che Dio ci offre è la Sua Grazia, e si ottiene attraverso: Preghiera, Digiuno, Confessione, Eucaristia, Atti di Carità. La Grazia di Dio non solo ci protegge dagli attacchi ma fortifica progressivamente le nostre difese. In particolare la S.Eucaristia rappresenta il caposaldo della nostra difesa. L'Eucaristia quotidiana (Quante volte Maria ci ha detto: "Andate a Messa ogni giorno!") costituisce in noi una "Barriera Eucaristica", un "firewall" impenetrabile ad ogni attacco. La Santa Comunione quotidiana non solo rafforza le nostre difese contro il male ma promuove il "contrattacco", cioè le strategie di bene (vedi le beatitudini). A questo punto è inutile sottolineare che dobbiamo fare di tutto per poter partecipare alla S.Messa quotidiana.

(Rm.6,12-14; 7,21-25; 8,1-13; Ef.6,1-20; 1Ts.5,1-11; 1Pt.4,1-6)

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1°) La superbia.

La superbia è idolatria del proprio io, culto della propria immagine, adorazione del proprio successo, quello che chiamiamo spesso "amor proprio", indicando quella maligna tendenza comune ad ogni peccato di privilegiare l'amore a se stessi rispetto a quello per il nostro prossimo (Gal.6,3; 1Gv.2,9). La superbia intacca lentamente la nostra anima in modo subdolo e silenzioso e va ad occupare il cuore della nostra volontà asservendola totalmente (Pr.16,5). La superbia poi non giunge mai da sola. Sue inseparabili compagne sono l'invidia e l'ipocrisia. La superbia è una sete progressiva dei piaceri che derivano dal potere che nostra persona esercita sulle altre (Ger.5,27-28) e genera i disturbi della personalità che chiamiamo: protagonismo, narcisismo, istrionismo. S'inebria dell'ammirazione, della stima, del timore, della sottomissione e dei vantaggi, anche economici, che derivano dal potere. La sua vita è una continua "autocelebrazione". E' il peggiore di tutti i vizi, il più difficile da sconfiggere perchè trae la sua forza dal nostro orgoglio personale. Il/la superbo/a sceglie con attenzione le attività e le persone in modo da sfruttare al meglio ogni occasione. Tutto ciò che fa lo fa per averne dei vantaggi e si prodiga affinchè si parli bene di lui/lei. Cerca con ogni mezzo la notorietà ed il successo personale. Quando non riesce a farsi stimare ed amare cerca di farsi temere. E' spesso un esperto calunniatore verso chiunque lo contrasta e limita il suo potere (Sir.27,23). Verso queste persone pratica spesso una subdola e nascosta vendetta. Non si contrappone infatti mai apertamente a loro, ma li colpisce alle spalle (Sal.64,4). E' incapace di amare. Il suo sguardo è freddo, il cuore arido, il sorriso forzato, altero e privo di tenerezza. Di fronte al mondo finge di amare e di essere a servizio degl'altri ma in realtà si serve degl'altri e quando non li può più sfruttare o teme che possano fargli ombra li mette da parte senza la minima incertezza. Si circonda di servi e di adulatori (Pr.16,19) ed evita il confronto con gli uomini giusti e liberi. Il/la superbo/a ama essere sempre "sulla scena", aborrisce l'umiltà ed il nascondimento (Lc.14,8). E' sempre un/a carrierista. Per raggiungere posizioni di onore e di potere si appropria dei meriti altrui ed usa con maestria prevaricazione, adulazione e calunnia. Quando raggiunge (anche con mezzi illeciti) una posizione elevata non la lascia più, si avvinghia ad essa e la difende da ogni minaccia. Ancora più pericolosa della superbia assetata di onore e di potere terreno è quella che cerca di impadronirsi dei livelli più alti dello spirito, quella che trova nell'orgoglio del nostro "io spirituale", il suo fertile terreno. Questa disgraziata condizione ci porta a credere di essere spiritualmente migliori e superiori agli altri (Rm.12,16). Ci fa dimenticare di essere peccatori e ci porta alla presunzione di essere "santi", graditi a Dio e meritevoli di essere ascoltati, nominati, onorati, venerati (Sir.37,20; Gv.7,18) e paragonati ai grandi Santi della Chiesa (Mt.18,2; Mt.23,27; Is.5,21). In questi gravissimi casi satana induce il/la superbo/a a cedere alla pressione degli adulatori, a non contrastare ma a tollerare ed a compiacersi di forme di onore alla propria persona e di rappresentazioni celebrative della propria immagine (quadri, statue, libri, film) che sono proprie dei Santi dopo la loro morte, una volta avvenuta la loro canonizzazione. Questi frutti della superbia scandalizzano i semplici e inducono i più fragili nella Fede a giudizi temerari e a vere e proprie forme di soggezione, sottomissione, fanatismo e culto improprio (1Cor.1,28). Chi ha l'anima corrotta dalla superbia ama pregare al centro di grandi assemblee con atteggiamento mortificato e devoto e mentre finge di rifuggire gli onori, gode nell'essere considerato pio ed umile. Come l'evangelico fariseo (Lc.18,9-14) ostenta sacrifici e digiuni e si lascia talvolta attribuire poteri mistici e di guarigione (2Cor.11,14). Guai a coloro che, per superbia o interesse, fingono di possedere esperienze, doni o particolari grazie spirituali! Guai a coloro che inventano avvenimenti, miracoli, profezie e messaggi soprannaturali! (Ger.14,13-15; Ez.13,7; Col.2,18) . Il/La superbo/a desidera essere "primo" tra gli uomini ma sarà giudicato "ultimo" da Dio (Mt.19,30; Mt.21,31; Pr.30,12). "L'Onnipotente...ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore" (Lc.1,51). Quando la superbia raggiunge nell'anima un totale potere di corruzione la situazione può risultare, senza un intervento straordinario di Dio, irrimediabilmente compromessa (Pr.15,25; 16,5; 1Pt.5,5). Colui/colei che, accecato/a dalla superbia si ritiene giusto/a, si pone da sè fuori dal dono della Redenzione (Mt.9,13). Stai attento/a! Sorveglia te stesso/a e, in spirito di correzione fraterna, sorveglia e ammonisci i tuoi fratelli e le tue sorelle. Nell'attività di discernimento spirituale i segni della superbia sono inconfondibili rivelatori (perchè più difficili da nascondere che altri) di quegli spiriti che si fingono devoti e consacrati a Dio ed invece sono soggetti ai desideri del maligno. Il superbo ha sempre un aspetto grave e solenne, parla sempre di peccato e di peccatori mentre non sa dire nulla sulla gioia e sulla infinita bontà di Dio. "Quello che fate agli altri fatelo con grande gioia ed umiltà verso Dio" (25/11/90). Se riscontrassi in te qualche primo segno, anche piccolo, della superbia non sottovalutarlo ma rivolgiti a Dio con la forza della preghiera e ricorri subito alla S.Confessione. Invoca poi da Dio, incessantemente, il dono dell'umiltà e pratica un rigoroso cammino penitenziale basato sul nascondimento, sulla mortificazione del tuo orgoglio, sul costante nutrimento della tua anima con la Parola di Dio, sulla rinuncia ad ogni onore terreno e sulla pratica dei servizi più umili e ordinari a vantaggio di quei fratelli che tu consideravi a te inferiori (Mt.20.27; Fil.2,3).

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2°) L'accidia.

A differenza della superbia che ci orienta a perseguire obiettivi sbagliati, l'accidia ci porta a non perseguire alcun vero obiettivo. E' l'idolatria dell'indolenza e della pigrizia che ci impedisce di affrontare la vita "faccia a faccia" e ci costringe ad una fuga continua (Pr.15,19). Con essa satana spegne in noi la motivazione e la volontà ad agire. L'accidia è la forma di egoismo che diviene la malefica fonte di tutti i peccati di omissione. E i peccati di omissione sono quelli che più peseranno nell'evangelico "Giudizio Finale" perchè sono quelli meno riconosciuti e confessati. L'accidia crea un "vuoto" nella volontà e, attraverso di esso, satana entra nell'animo del peccatore e vi prende dimora con tutti gli altri vizi. L'accidioso si rifiuta di impegnarsi in qualsiasi attività che richieda impegno, sforzo, costanza e determinazione, non compie i suoi doveri e non sa neppure più quali essi siano (Pr.24,30-34). E' un pessimo coniuge, un pessimo genitore, un pessimo figlio, un pessimo studente, un pessimo lavoratore, un pessimo sacerdote, un pessimo vescovo. L'accidioso non ama nulla e nessuno ad di fuori del proprio non fare nulla e scansa qualsiasi fatica per procacciarsi ogni tipo di piacere del corpo o della mente. Per combattere la noia ed il senso di vuoto che lo investe si circonda di ogni sorta di svago, gioco e divertimento. Si lascia vincere totalmente da ogni cattiva tentazione e impara rapidamente dalle abitudini peggiori degl'altri (Ef.5,5). Cerca in tutti i modi di avere denaro senza dover lavorare per guadagnarlo oppure si "lascia andare" e basta, senza più aver alcuna cura di sè. Spesso dall'accidia proviene la propensione al parassitismo ed al furto come metodo e sistema di vita (Sal.36,5). L'accidioso facilmente si getta nelle speculazioni finanziarie più spericolate, in tutte le attività portatrici di facile guadagno o cade nella rovinosa schiavitù del gioco. E' cinico e refrattario a tutto ciò che non sia materiale e immediatamente fruibile, considera gli altri solo come prede da saccheggiare, sfruttare, soggiogare. L'accidia spegne la vita interiore e dà dell'egoismo l'immagine più meschina e vuota. La sua terribile influenza contamina in una misura mai prima raggiunta i ragazzi e i giovani privandoli della motivazione allo studio, al lavoro ed del naturale desiderio di autonomia ed autorealizzazione. La fase adolescenziale della crescita non sfocia più, in molti casi, nella presa d'atto delle proprie responsabilità tipica dell'età adulta. La coabitazione e lo sfruttamento economico dei propri genitori non trova, per molti, più alcun limite temporale. Attraverso l'accidia satana sta portando a termine il suo attacco distruttivo verso le famiglie. Lo strumento più efficace e diffuso è oggi senza dubbio quello della straordinaria vastità dell'offerta di intrattenimento televisivo e multimediale (24 ore su 24). L'iperconnessione multimediale ha aperto all'accidia case, uffici, le stanze della casa e quasi tutti i cuori. Ne sono vittime tutti: bambini, adulti, anziani. I vescovi, sacerdoti e religiosi/e DIANO L'ESEMPIO! L'accidia ci priva della vita vissuta e cancellando i fondamentali valori del senso del dovere, dell'onestà e del lavoro, corrompe e devasta i rapporti familiari portando, in qualche caso, all'odio ed alla violenza. Purtroppo la sua influenza nefasta colpisce anche, talvolta, nel cuore della Chiesa, affuscando la Fede e corrompendo la volontà (Ger.12,10). Quanti consacrati infatti, caricature di ministri di Dio, sono contaminati da questo male (Gd.16)! Trascurano gravemente i loro doveri e si abbandonano alle mollezze di una vita comoda e secolarizzata senza fare quasi nulla (Ez.22,26; 2Ts.3,10). Dio ha il potere di guarire il gravissimo male dell'anima che chiamiamo accidia, ma dobbiamo ricorrere a Lui con totale abbandono. Preghiera, Confessione, sacrifici, direzione spirituale, Eucaristia, un rigoroso impegno nei lavori manuali più umili e nel servizio pratico ai fratelli, astinenza progressiva dalla iperconnessione, sono le tappe obbligate della guarigione interiore di cui l'accidioso ha assoluto bisogno per liberarsi dal cerchio mortale della vuotezza interiore generata dal suo egoismo.

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3°) La lussuria.

E' l'idolatria del piacere sessuale e rappresenta sicuramente una tra le esche più efficaci e potenti che satana utilizza per corrompere le anime ed i corpi (Sir.19,2). Distorce e negativizza il grande dono della sessualità, voluta da Dio per aiutarci a comprendere la nostra incompletezza, a dominare il nostro orgoglio e a donare noi stessi nella meravigliosa e sacra dimensione della coppia e della famiglia umana, simbolo di quella Divina del Cielo (Sal.45; Ap.21,2; 22,17) per farne una scivolosa via che ci porta all'egoismo del piacere fine a se stesso, all'annullamento della nostra dignità, alla violenza (Ez.22,10-11; 1Cor.6,12-20). La lussuria stravolge l'ordine che pone il corpo soggetto alla mente ed allo Spirito. In essa rinunciamo ad ogni libertà di scelta ponendo le esigenze del nostro istinto sessuale al vertice del nostro essere in modo che ogni nostro comportamento obbedisca unicamente alla sua ceca legge di insaziabile appagamento: "porneia" (Sir.21,11; Ef.2,3). "Essi stimano felicità il piacere di un giorno" (2Pt.2,13). Il lussurioso non ha altro pensiero, altro vero obiettivo, che procurarsi occasioni di eccitazione sessuale, tutta la sua vita ruota intorno a questo (Sir.23,17). In tale schiavitù nullaltro trova spazio nel suo cuore (Ger.5,7-8). Non trova spazio la Fede, l'Amore, l'amicizia, la ricerca della verità, l'impegno nel mondo. In questo tempo desolato l'induzione alla lussuria manifesta un immenso potere occupando quasi tutti gli ambiti della comunicazione di massa (web, tv, cinema, letteratura, arte). La sua azione devastatrice colpisce prima di tutto i bambini ed i ragazzi inducendo nel loro cuore e nella loro mente un approccio totalmente strumentale ed alienante (sconnesso dalla propria affettività) nei riguardi della propria dimensione sessuale. Induce i giovani ad un comportamento "del fare e non dell'essere" che impedisce loro di poter esprimere il loro potenziale affettivo in una sana, piena e gioiosa dimensione interpersonale. Nel matrimonio conduce allo svilimento ed alla degenerazione dei rapporti coniugali aprendo la via ad ogni disordine, alla fine del significato stesso di "fedeltà" che conduce inevitabilmente alla aridità affettiva, alla solitudine, al buio del cuore (Pr.16,27). L'adulterio è oggi presentato come diritto di libertà ed è propagandato e promosso esplicitamente. Quando avvertiamo di non essere più padroni di noi stessi, quando i nostri occhi cominciano a portarci negli spazi desolati della pornografia e la nostra mente vaga smaniosa tra gli oggetti del nostro desiderio, quando ci facciamo sedurre dalla propaganda del libertarismo sessuale alla moda (scambismo, kink, sm, queer...) fermiamoci un momento (Pr.16,32; 2Pt.2,14) e comprendiamo ciò che sta avvenendo in noi e la natura del pericolo che stiamo attraversando (Mt.5,27-30). Pornografia ed erotismo infatti esercitano su di noi un potere invadente. Rappresentano un vortice, un gorgo che ci avvolge, ci stringe con sempre maggiore forza e ci porta verso l'avidità del piacere, una idolatria che porta alla morte dell'Anima. Se sei caduto o stai cadendo in questo vortice, afferra la mano di Dio: l'unica mano che ha la forza di tirarti fuori e di salvarti. La sessualità, il grande dono di Dio a servizio nostro e di chi Dio ci ha messo accanto, produca in noi frutti di bontà, di fedeltà, di responsabile fecondità, di quel reciproco aiuto per cui ci è stata data, e non sia invece occasione di male e causa della nostra rovina! Prega! Confessati! Dalla Preghiera, dai S.Sacramenti ti sarà concesso il dono della purezza di cuore che è la chiave della libertà e della gioia del Corpo e dell'Anima. Ti sarà permesso di sperimentare il vero valore della tua sessualità come straordinario strumento al servizio della tua esperienza umana di comunione in unità di Corpo ed Anima. Ricordati comunque sempre, qualsiasi sia la tua situazione, che Dio è un papà che ti vuole sempre bene e giudica i tuoi comportamenti non dalle apparenze ma guardando alla causa o al bisogno profondo che li ha generati. L'autoerotismo od altri comportamenti che non arrecano scandalo o danno al alcuno e non feriscono il vincolo coniugale ma che ugualmenmte un superficiale dogmatismo morale condanna senza appello come gravi disordini ascrivibili alla idolatria della lussuria, sono invece spesso solo azioni frutto di una tormentata e affannosa ricerca di relazione e di un qualche segno di affetto che possa per un pò sopire i morsi della solitudine (remedium solitudinis).Questi fatti sono considerati da Dio con la delicatezza che ha un Padre buono verso un figlio che soffre nella sua solitudine e quindi con rispetto e misericordia. Questo molti moralisti non lo possono capire ma Dio lo capisce benissimo. Affida la tua solitudine al Divino Padre e lui non lascerà inascoltata la tua Preghiera e ti libererà da ogni pericolo.

"Il suo Amore è più forte di ogni vostra debolezza e paura!" (25/12/18)

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4°) L'ira.

L'ira è l'idolatria della forza e della violenza. Ci porta a disprezzare, aggredire, prevaricare ed imporci sugl'altri con violenza verbale e fisica (Gc.1,20). Per indurci all'ira, satana usa, distorcendolo, il nostro naturale istinto di difesa e di autoaffermazione. L'ira si nutre di odio e l'odio si nutre di invidia, di gelosia e di sete di vendetta (Pr.21,10). Invidia e gelosia sono le fonti velenose dalle quali il maligno cerca continuamente di farci abbeverare. Per l'iracondo ogni occasione è buona per alzare la voce, insultare, spaventare, aggredire e imporre con la forza la sua volontà (Pr.17,19). In lui non c'è rispetto per nessuno che ritenga meno forte di lui. L'iracondo cerca il conflitto e lo scontro perchè da essi trova piacere ed appagamento. Cerca di costruire intorno a sè un clima di paura perchè in esso instaura il suo potere (Pr.16,29). Questa terribile idolatria dell'aggressività viene potentemente propagandata, soprattutto presso i ragazzi e i giovani, dagli spettacoli e dai giochi interattivi che occupano per grande parte il mercato dell'intrattenimento. Il vizio spirituale dell'ira talvolta sfocia in patologie neurologiche o psichiche e in qualche caso, in presenza di violenza totalmente gratuita o autolesionista, può essere sintomo di possessione. In questi casi non bisogna esitare ad usare tutte le armi della guarigione spirituale, esorcismo compreso. (Quanto è importante la presenza in ogni diocesi di almeno un santo esorcista! Gravissima responsabilità è quella dei Vescovi che non nominano esorcisti nelle loro diocesi!) L'azione dello Spirito Santo, attraverso la Preghiera ostinata e i S.Sacramenti ha il potere di distruggere le radici stesse del comportamento iracondo e dell'odio e di donare mitezza ed umiltà di cuore. Occorre però autentica forza di guarigione, vera Fede e perseveranza.

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5°) La gola.

Godere della bellezza e dei piaceri che Dio ha voluto per allietare la vita dell'uomo è cosa buona, se ci spinge a ringraziarne il Creatore e a condividerne la gioia con gli altri uomini (Sap.11,24; Sir.40,20; 1Tm.4,4; Tt.1,15). Se invece i piaceri occupano tutto il nostro cuore e prendendo il posto di Dio ci impediscono di amare gli altri, ci portano ad una idolatria che ci conduce alla rovina (Sir.18,32; Gal.5,13; 1Gv.2,15-17). E' l'idolatria delle persone cioè che non credono alla esistenza di Dio, dell'anima e della vita eterna, delle persone che si ritengono esperte della vita ed umanamente saggie (Pr.14,12), di tutti quelli che, non avendo voluto incontrare Dio, hanno ristretto il loro orizzonte di vita alle sole realtà terrene e materiali (Fil.3,19). "Non cercate la gioia nelle cose terrene!" (25/12/07) - Il cibo è un meraviglioso dono di Dio che non solo ci dona nutrimento al corpo ma, se consumeto in modo fraterno e conviviale nutre anche la noostra Anima. Per questo il banchetto è preso a simbolo del Paradoso stesso (Mt.8,11; 22;1; Lc.13,29). L'uomo "goloso" non pensa mai alla sua Anima nè alla fraternità conviviale che la mensa comune può generare, ma solo ai piaceri del suo ventre. Talvolta lo fa in modo incontrollato e istintivo mettendo a repentaglio la propria salute, talvolta (il vero epicureo) lo fa in modo razionale ed accorto cioè si dimostra un gestore avveduto del suo corpo, capace di procacciarsi ogni piacere senza però cadere in eccessi pericolosi per la sua salute fisica. La sua moderazione non nasce da motivi etici o spirituali ma solo dal raffinato calcolo. Egli infatti rinuncia agli eccessi affinchè i piaceri durino più a lungo. L'economia emotiva ed affettiva della sua vita si gioca sullo scopo, totalmente autoreferenziante ed egoista, del "non farsi mancare mai niente, per il tempo più lungo possibile". Anche nelle sue relazioni affettive non dà nulla senza essere certo di ricevere in cambio ciò che gli piace e che vuole. Concepisce la vita come una grande coppa di champagne, che va sorseggiata lentamente fino all'ultima goccia. Così preso dalla così multiforme varietà dei piaceri (sesso, cibi e vini raffinati, abiti, case, carriera, auto, viaggi, diverimenti ma anche piaceri intellettuali), non ha spazio nel suo cuore per l'amore, per il sacrificio, la donazione di sè (Ger.5,28), e non si accorge di andare verso la rovina (Is.3,16-24). Se ascolta la Parola di Dio, essa non può germogliare, così soffocata dal suo affollatissimo panteismo godereccio (Lc.8,14). Per salvare la sua anima "il goloso" deve rendersi conto del baratro in cui sta cadendo (Gc.4,7-10). Deve, innanzitutto, liberare la sua mente dalla schiavitù dei suoi desideri e dalla ricerca ossessiva dei piaceri per fare spazio a Dio (Gv.6,27). Per fare questo deve intraprendere un percorso penitenziale di Fede che gli permetta di uscire dall'idolatria del proprio corpo, di elevare il suo sguardo al di sopra dei suoi cinque sensi e di iniziare a considerare l'esistenza, le esigenze e il destino della sua Anima (1Pt.2,11) cioè: S.Confessione, Eucaristia, preghiera quotidiana, astinenza dai cibi ricercati. "Non lasciare che il mio cuore si pieghi al male e compia azioni inique con i peccatori: che io non gusti i loro cibi deliziosi" (Sal.141,4).

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6°) L'invidia e la gelosia.

Invidia e gelosia sono due faccie della stessa idolatria che cova dentro di te. E' l'idolatria delle cose o degli onori o degli affetti o dei privilegi che alimentano il tuo amor proprio e costituiscono, secondo te, la qualità ed il valore della tua vita. Nell'invidia brami i beni, le capacità, il successo, i talenti degl'altri. Vuoi appropriartene e questo desiderio ti porta all'odio verso di loro, alla critica, alla calunnia e, talvolta, alla violenza. L'invidia infatti appesta tutte le relazioni umane ed anche nella Chiesa diffonde largamente il suo veleno. Quando un fratello, una sorella, un confratello, per i doni che ha ricevuto da Dio e per il suo impegno, si fa amare ed apprezzare particolarmente ecco che il nemico instilla le goccie velenose dell'invidia nel nostro cuore, ecco che, se non siamo in "Grazia di Dio", comincia in noi prima il fastidio, poi l'avversione, poi, attraverso l'inimicizia e la calunnia, l'odio prende possesso del nostro cuore. Nella gelosia invece, vivi nella paura che qualcuno ti porti via le tue sicurezze materiali, i tuoi affetti, e per difenderli, sei disposto a colpire con violenza e cattiveria coloro che credi autori di questa minaccia (Gc.3,16). Invidia e gelosia sono i due bracci di una terribile tenaglia che satana usa per uccidere la tua anima. Se li dovessi scoprire dentro di te, agisci subito contro di essi con la S.Confessione, e non lasciare che la loro "stretta" sia per te mortale (Sir.30,24).

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7°) L'avidità e l'avarizia.

L'avarizia, figlia dell'avidità, è la bramosia del possesso, la religione del denaro, l'idolatria dell'avere. Per l'avaro non c'è "essere" senza "avere", non c'è vita senza "possesso". Avaro è quindi sia chi accumula e conserva per sè le sue ricchezze, senza spendere quasi nulla, per godere del loro accrescersi, sia chi le usa esclusivamete per i propri piaceri (Is.5,8). L'avaro è fedele adoratore del denaro visto come scopo della vita, sommo bene dell'uomo, il denaro come l'idolo nemico di Dio, volto visibile di satana stesso (Sir.31,5). La sua fede adora la somma trinità del "divino affare", della "santa moneta" e del "beato interesse" (Mt.6,24). Gesù ci spiega, nel Vangelo, come debba essere il nostro rapporto con il denaro, quale sia il suo significato e quali siano i suoi pericoli. Il denaro è cosa buona quando traduce e rende fruibili i frutti dell'onesto lavoro; quando diviene aiuto e dono per i poveri; quando sovviene al sostentamento della famiglia e della Chiesa; quando viene usato per promuovere oneste attività economiche e produttive, generando così nuovi posti di lavoro e progresso sociale; quando affluisce con equità allo Stato come prelievo fiscale e viene usato per l'effettiva utilità comune. Il denaro è invece fonte e frutto di male, causa di dannazione (Sir.27,1), identificabile con lo stesso satana quando perde la sua unica e corretta origine dal lavoro ed assume identità e legittimità propria. Il denaro è frutto di peccato quando viene rubato alla giusta paga dei lavoratori, indebitamente percepito per un lavoro non fatto o fatto male; quando viene sottratto con l'inganno e la frode al pubblico erario, quando, pur di onesta origine, viene accumulato in beni mobiliari e immobiliari non essenziali, ma solo per il vano piacere della ricchezza (Pr.10,16; Qo.5,9) chiudendo gli occhi sul bisogno dei poveri, quando proviene da azioni di violenza e di ingiustizia, quando è frutto di corruzione, prostituzione, sfruttamento illegale, usura e simonia e tutte le volte in cui, nella mente e nell'animo dell'uomo viene ad occupare il posto di Dio (Lc.16,9).

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FEDE ED USO DEL DENARO

La Parola di Dio, sempre liberante e salvifica, ci svela il senso del denaro, il suo valore ed i suoi pericoli:

1) Il denaro è lo strumento in cui il lavoro umano si trasforma in beni materiali e intellettuali. Questa è la sua natura e la sua funzione e quindì solo in tali termini (come frutto del lavoro) è da considerarsi come "dono di Dio", pertanto il denaro non ha altra origine lecita se non quella del lavoro e non ha altro scopo che l'utilità comune. Bisogna essere molto chiari.

Il denaro quindi:

a) NON si ruba (no ad ogni forma di furto, di appropriazione illegittima, di estorsione);

b) NON si "vince" e non si "perde" (no ad ogni forma di gioco e scommessa, di abilità o d'azzardo, che comporti premi in denaro);

c) NON si commercia (no ad ogni forma di usura e di investimento speculativo).

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2) Il denaro si guadagna attraverso l'onesto lavoro, si utilizza per il bene proprio e dei propri cari, si investe (secondo precise condizioni di seguito indicate) e si condivide nella Carità con chi è nel bisogno (Gen.3,19; Es.20,15; Lv.19,11; Sal.128,2; Sir.5,8; 7,15; 11,20; Mt.6,19; 6,24-25; 7,12; Mc.8,36; Lc.3,11; 16,9-15; 2Ts3,12).

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3) Deve essere usato per permettere ad ogni persona ed a ogni famiglia una vita serena e dignitosa, all'economia uno sviluppo solidale e sostenibile, alla scienza un progresso a servizio dell'uomo, alla cultura un radicamento e promozione diffusa della conoscenza.

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4) Deve essere strumento di servizio e non di potere.

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5) Non deve diventare l'arma operativa del nostro egoismo ma piuttosto un mezzo della nostra carità.

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6) Non deve essere accumulato senza retto motivo, non deve cioè diventare il nostro "tesoro" (Mt.6,21), la nostra sicurezza, non deve cioè scalzare Dio come "motivo fondante" della nostra pace, della nostra fiducia per il presente ed il futuro della vita (Mt.6,19). Chi adora il denaro perde Dio (Mt. 6,24).

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7) Se sovrabbonda rispetto alle normali necessità il denaro deve essere donato ai poveri in modo da accumulare "un tesoro in Cielo" (Mt.19,21). Questo è l'unico vero "Investimento" che viene accettato e garantito in eterno dalla "banca" del Regno di Dio. Investire in questo modo significa perseguire la via di salvezza e di perfezione che Gesù vuole per noi. Il Signore ci invita a fare questo investimento perchè ci ama, perchè sa che "l'interesse" di gioia che viene pagato è enorme e duplice: la gioia che nasce dal desiderio di compiere la Volontà di Dio su questa terra e la gioia senza fine di cui godremo nel Cielo (Ez.18,5-9).

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Pertanto il denaro che "abbiamo in più" rispetto alle necessità quotidiane possiamo:

1) - donarlo a chi è nel bisogno (possibilmente nel nascondimento). Questa è la via maestra del cristiano, l'atto perfetto che ci salva e riempie di gioia tutto il Paradiso (Mt.6,3-4; 17,26; 19,24; 25,35; Mc.10,21; Lc.6,34-35; 14;33).

2) - darlo in prestito a chi ne ha necessità e farlo senza richiedere alcun "interesse". E' anch'esso un atto molto buono (anche se meno perfetto del primo) (Es.22,24;Lv.25,37;Dt.23,20;Sal.15,5;Ez.18,8).

3) - "investirlo", cioè darlo in prestito richiedendo un "interesse". Questo atto, per un cristiano, è da valutare moralmente con grande attenzione sia per quel che riguarda le motivazioni sia per quel che riguarda gli strumenti scelti.

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Con quali motivazioni un "investimento" è compatibile con la Fede?

Gli "investimenti" fatti al solo scopo di accrescere la ricchezza costituiscono atto idolatrico grave e sono pertanto totalmente contrari alla dottrina della Fede (Mt.6,24;19,21).

Gli "investimenti" usati come strumento di risparmio oculato e proporzionato alle necessità della propria famiglia non costituiscono "ipso facto" un male, ma possono essere considerati (se mantengono una giusta proporzione) come un atto di responsabilità a condizione però che siano illuminati dalla la Parola di Cristo (Mc,12,31): ama i figli e le famiglie del tuo prossimo come ami la tua.

Gli "investimenti produttivi", volti alla creazione di posti di lavoro e di reddito, possono essere non solo conformi ma coerenti alla missione della Fede (Mt.25,42). L'imprenditore cristiano è chiamato in modo specialissimo al servizio del Regno e della sua Giustizia.

Ci sono modalità di investimento rispettose della giustizia e dell'ambiente che contengono una motivazione positiva anche se non sono frutto di una Fede totalmente matura, di un completo abbandono in Dio. Questi investimenti (chiamati anche di "finanza etica") non costituiscono pertanto "peccato". Gli altri, che non contengono questa motivazione di giustizia, sì (Mt.5,42; 6,26; Lc.6,29).

Dio comprende, perdona, molte volte non considera come peccato la nostra debolezza, la nostra poca Fede, il nostro rifiuto del suo amore in tutti gli aspetti della nostra vita ed anche nella nostra scelta quotidiana spesso conflittuale ed incerta tra Lui ed il denaro. Non dobbiamo però crogiolarci ed approfittare della sua bontà per non decidere mai, per rimanere "in mezzo al guado". Dobbiamo uscire dalla nostra ambiguità, dobbiamo scegliere una volta per tutte chi è il nostro Dio. Dobbiamo decidere se affidare la nostra vita a Dio oppure al denaro. Se non faremo questa scelta consapevolmente saranno i fatti stessi, nel Giorno del Giudizio, a scegliere per noi (Mt. 25,31-46;Gc.5,3).

Il tempo della nostra vita terrena non è per sempre e, se vogliamo avvicinarci alla Salvezza, dobbiamo affrettarci nel crescere e maturare rapidamente nella direzione dell'amore, della fiducia, della donazione, del pieno abbandono a Lui ed alla sua Divina Provvidenza. Che grande disgrazia arrivare al momento della morte con in mano delle ricchezze, senza aver fatto la scelta di Dio! Questa scelta riguarda tutti: le singole persone, le famiglie, le comunità e la Chiesa nel suo insieme.

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Quali sono gli strumenti di investimento accettabili dal credente?

Sono in senso assoluto gli investimenti moralmente più accettabili, più prossimi alla Volontà di Dio:

- Gli investimenti nel "microcredito". In quanto sono di grandissimo aiuto alle famiglie più povere.
Non sono inaccettabili inoltre:
1) - gli investimenti in cooperative;
2) - gli investimenti in azionariato diffuso o "popolare";
3) - gli investimenti in aziende "etiche";
4) - gli investimenti in "obbligazioni pubbliche";
5) - gli investimenti comunque regolati dai principi della "finanza etica".

In ogni caso l'investimento moralmente accettabile è quello che mai possa configurarsi come "speculativo" (Gc.5,4) e quindi è quello che genera un "interesse" (performance) al di sotto della "media di mercato". La vera "performance" che interessa il cristiano che investe denaro non è il guadagno monetario ma la quantità di posti di lavoro che l'investimento effettivamente produce.

Tutti gli investimenti finanziari (conformi alle norme sopra esposte) ed immobiliari sono consentiti soltanto alle famiglie "laiche"e ai soggetti "imprenditori". Risultano pertanto totalmente interdetti ai vescovi, ai sacerdoti, ai diaconi (anche se sposati), ai religiosi, alle religiose, alle istituzioni ecclesiali, alle CCPQ, agli AE, agli IAE (vedi: Il pericolo delle ricchezze (36) alla pagina settima). Scopo della Chiesa non è quello di raccogliere denaro per qualsivoglia motivo ma l'invito alla "conversione". E' la conversione stessa che darà, come uno dei suoi frutti esterni, la distribuzione delle ricchezze a vantaggio dei bisognosi. La Chiesa quindi non chieda mai denaro ma, se il denaro le giunge per disegno della Divina Provvidenza, lo utilizzi secondo i criteri evangelici. La richiesta esplicita di denaro da parte della Chiesa risulta infatti essere ed apparire come una mancanza di Fede e quindi è di ostacolo alla missione apostolica.

Gli investimenti illeciti (qui di seguito descritti) sono interdetti a tutti i credenti. Ai "Pastori" l'interdetto è assoluto. Dio non permetta che i "Pastori", anche inconsapevolmente, si mettano "in affari" con i lupi che aggrediscono e disperdono il gregge!

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L'investimento è illecito, inaccettabile e costituisce "peccato grave" contro la Carità (Mt.6,24) :

- quando persegue solo scopi finanziari e non economici, quando cioè ha come obiettivo non lo sviluppo economico e sociale ma solo l'accrescimento del "valore" dell'investimento, il solo il guadagno, unicamente il raggiungimento del "maggior utile o interesse possibile". In poche parole: "fare soldi con i soldi".

- quando non garantisce che nella finalità d'uso dei prodotti, nei processi produttivi o commerciali vengano escluse modalità di gestione ingiuste e dannose per gli uomini e ambiente (cioè quando non c'è sostenibilità etica rispetto agli stakeholders).

- quando è destinato a "beni rifugio" (oro, gioielli, arte...), perchè l'unico vero "Bene Rifugio" è la Carità.

- qundo è destinato ad azioni solo speculative (uso delle criptovalute, speculazione sulle materie prime, cambio speculativo delle valute, futures, vendite allo scoperto, prodotti finanziari derivati, gioco d'azzardo...).

Sul peccato generato dall'avidità (madre dell'avarizia) che muove parte del sistema finanziario mondiale non può nascere progresso, vero sviluppo economico e sociale ma solo altro peccato perchè dal male non può venire il bene (Mt.12,33).

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L'amore idolatrico dell'avaro per il denaro è così profondo e totale che lo priva, come dice il Vangelo, del cuore stesso, cioè della capacità stessa di amare. La sua mente non concepisce altro che calcolo e conteggio (Eb.13,5). Ogni sua azione viene soppesata sulla bilancia: "dare-avere" ed attuata solo se apportatrice di guadagni (1Tim.6,10). La cura spirituale che può sottrarre l'avaro alla morte è l'Amore. L'Amore, donato da Dio, deve riprendere ad irrorare e nutrire il suo cuore inaridito. Solo la Grazia invocata dalla Preghiera, infusa attraverso i S.Sacramenti ed un sincero percorso di conversione possono ridonare vita al cuore dell'avaro e riaprire per lui, la via del bene. La via sicura e luminosa che traccia Gesù: liberarsi da ogni ricchezza a vantaggio dei poveri, aiutare quelli che non potranno mai ricambiare i doni ricevuti (Lc.14,14), e poi seguirlo in umiltà, povertà e purezza di cuore a servizio dei fratelli (Mt.19,21;Lc.14,33).

I criteri che il credente deve usare nell'uso del denaro si possono quindi riassumere così: "essenzialità e rigore con noi stessi, generosità ed amore evangelico verso gli altri!" Questo vale per i singoli credenti ma anche per le famiglie, le comunità locali, i movimenti ecclesiali, le associazioni e le famiglie religiose.

"Una cosa sappiamo di certo: l'uomo vecchio che è in noi, ora è stato crocifisso con Cristo, per distruggere la nostra natura peccaminosa e liberarci dal peccato. Colui che è morto è libero dal dominio del peccato. Ma se siamo morti con Cristo, vivremo anche con Lui, perchè sappiamo che Cristo, resuscitato dai morti, non muore più: la morte non ha più potere su di Lui. Quando Egli morì, morì nei confronti del peccato ma una volta per sempre, ma ora vive e vive per Dio. Così anche voi, consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio con Cristo Gesù. Il peccato non abbia dunque più potere su di voi. Anche se dovete ancora morire non ubbidite più ai suoi desideri perversi. Non trasformatevi in strumenti di male al servizio del peccato. Offritevi invece come strumenti di bene al servizio di Dio, perchè siete come uomini che sono tornati dalla morte alla vita. Il peccato non avrà più potere su di voi, perchè non siete più sotto la legge ma sotto la Grazia". (Rm.6,6-14)

 

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LA VIA DELLA SALVEZZA: I 10 COMANDAMENTI (Es.20; Dt.5)

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Primo: "Io sono il Signore tuo Dio e non ti farai alcun idolo"

Se non ti aprirai alla Fede in Dio e ti abbandonerai invece all'adorazione di te stesso/a la tua vita scivolerà nel vortice delle mille idolatrie che costituiranno il simulacro (Lc.1,51) che la tua superbia ed il tuo egoismo costruiranno intorno a te come una prigione sempre più fredda e buia e da cui, senza una radicale conversione, non uscirai più fino al giorno disperato della tua morte (Rm.2,6-7). Ignorando infatti la voce ed i bisogni della tua Anima, senza neppure accorgertene, ti troverai imprigionato/a in un labirinto di appagamenti materiali (quelli cioè che il denaro può comprare) che costituiranno a poco a poco la struttura portante e lo scopo della tua vita. Adorerai così il denaro (Mt.6,24), adorerai il tuo corpo e quello degl'altri (Mt.6,22-23), adorerai la tua intelligenza e la tua cultura (1Cor.1,21), adorerai il successo ed il potere (perchè producono molto denaro e umana considerazione), adorerai l'inganno e la violenza (perchè ti serviranno per schiacciare i tuoi avversari), adorerai i piaceri, il lusso e ogni ricchezza materiale (1Tm.6,9). Per il culto a questi idoli sarai costretto/a a mentire, rubare, tradire, abbandonare, uccidere, compiere ogni male solo con il pensiero o anche con l'azione (Gal.5,20-21). Il tuo cuore si inaridirà e non sarà più in grado di amare neppure coloro che sei sicuro/a di amare. Quando questo avverrà avvertirai una tristezza infinita ed una grande solitudine ma non ne comprenderai la causa e cercherai di superarla o tacitarla con nuovi piaceri o nuovi farmaci. Se invece ti fermerai nel silenzio e ascolterai la voce della tua Anima, ti aprirai all'Amore di Dio e la tua vita fiorirà libera e luminosa piena di amore verso tutti, nella santa e dura lotta quotidiana verso la felicità eterna (Ef.6,13-18).

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Secondo: "Non pronuncerai invano il nome del Signore tuo Dio"

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Terzo: "Ricordati del giorno di sabato per santificarlo"

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Quarto: "Onora tuo padre e tua madre"

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Quinto: "Non uccidere"

Non uccidere il corpo, non uccidere l'anima, non uccidere la mente, non uccidere il cuore, non uccidere la speranza, non uccidere l'onestà e la giustizia, non uccidere la libertà, la tolleranza, la fiducia, il dialogo, la pace, non uccidere il tempo, non uccidere l'aria, la terra ed il mare, non uccidere l'immaginazione e la fantasia, non uccidere la tenerezza, non uccidere la gioia, non uccidere la conoscenza, la cultura e la memoria, non uccidere la passione, l'amicizia e l'amore! Non uccidere gli altri e non uccidere te stesso/a. Non buttarti via, non avvelenarti col bere, non intossicarti con veleni alla moda, non farti del male mai, mai, mai, per nessuna ragione!

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Sesto: "Non commettere adulterio"

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Settimo: "Non rubare"

Non rubare il denaro, non rubare la casa, la terra, non rubare il tempo, non rubare la fiducia, non rubare l'affetto, non rubare anche quello che ti può sembrare poca cosa (il giornale, una penna, un caffè, un posteggio...), non rubare il posto di lavoro, non rubare lo stipendio, non rubare il posto nella corsia di marcia, nella fila allo sportello, nella lista d'attesa dell'ospedale, non rubare le idee ed i progetti, non rubare i voti o i meriti di altri, non rubare i clienti, non appropriarti mai di nulla che non sia tuo e non ti spetti!

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Ottavo: "Non dare falsa testimonianza"

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Nono: "Non desiderare la moglie del tuo prossimo"

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Decimo: "Non desiderare alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo"



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LA VIA DELLA SALVEZZA: LE BEATITUDINI


Cara sorella/caro fratello, con la descrizione dei vizi capitali si è un pò delineata la strategia che satana persegue per allontanare gli uomini da Dio e dalla Salvezza. E' una strategia, come hai visto, raffinata e complessa, che fa leva sui diversi bisogni e desideri naturali dell'uomo per soggiogarlo e renderlo servo obbediente ad una o all'altra delle tante idolatrie che escludono Dio dal suo cuore e dalla sua vita e la felice prospettiva del Paradiso dal suo futuro. L'ingannatore sa infatti sfruttare abilmente ogni bisogno del tuo corpo o della tua mente. Usa i tuoi leciti desideri sessuali per portarti verso la lussuria, ma sa usare anche la tuo desiderio di castità per portarti verso la superbia. Se satana persegue una strategia fatta di tentazioni ed inganni per portarci con la schiavitù del peccato all'infelicità ed alla morte, Dio ne persegue un'altra, fatta di amore, di conoscenza, di libertà e di Grazie spirituali per condurci alla gioia della Sua amicizia ed alla vita che non muore. Attraverso la conoscenza delle "Beatitudini"(Mt.5,3-11), puoi vedere qualche tratto di questa meravigliosa strategia di Salvezza con cui Dio, attraverso l'azione redentrice di Cristo, vuole rispondere al tuo infinito bisogno di amore con la Sua infinita capacità ad amarti. Per questo ti propone di diventare suo/a figlio/a e, come figlio/a, anche erede del Suo Regno. Nelle "Beatitudini" Gesù ti spiega chi sono i "Figli di Dio". I "Beati", infatti, sono coloro che hanno compiuto la Volontà di Dio obbedendo pienamente al comandamento dell'Amore, senza paura, senza compromessi, anche a prezzo della vita stessa. "Amate Dio, che ha salvato e redento ciascuno di voi, e poi, i fratelli e le sorelle che vi sono vicini" (25/11/95).

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1) BEATI I POVERI IN SPIRITO.

Questa beatitudine, che agli occhi del mondo sembra una vera assurdità, è, per il credente, la beatitudine fondamentale della Fede. Nel compimento di essa infatti veniamo accolti da Dio come "Figli" e da Cristo come "Fratelli". Essere "Poveri in Spirito" non indica infatti una povertà spirituale ma, al contrario, una piena ricchezza. Ecco dunque che essere "poveri in Spirito" identifica la condizione di somma ricchezza spirituale che abita in chi, per amore, sceglie la povertà materiale e l'umiltà del cuore (Mt.6,19-21). Lo Spirito Santo infatti, che è "Padre dei poveri", è anche "datore dei doni" e "luce dei cuori" e "consolatore perfetto". Ecco quindi quali sono i tratti di questa "Beatitudine": povertà materiale, ricchezza spirituale, conoscenza dell'amore e perfetta consolazione. Essere "Figli di Dio" vuol dire anche essere fratelli non solo di Cristo ma anche di tutti gli uomini; questo perchè Dio tutti vuole riunire in una unica famiglia. E se siamo una sola famiglia non possiamo certo pensare di conservare per noi dei beni o del denaro che per noi non è indispensabile, quando dei nostri fratelli, cioè degli appartenenti alla nostra stessa famiglia, dei figli del nostro stesso Padre, sono nella miseria. Trattenere per noi le ricchezze significherebbe non solo rompere il legame con i nostri fratelli ma, di conseguenza, rompere anche quello con il nostro Padre (1Gv.5,1). Ecco perchè di fronte alla grande e crescente miseria che c'è nel mondo (anche oggi circa 850 milioni di poveri, cioè di Gesù, non hanno potuto alimentarsi in modo sufficiente e bere acqua potabile), per il cristiano la povertà materiale non è una condizione facoltativa, accessoria o "per pochi", ma obbligatoria ed essenziale "per tutti". L'amore di Dio ci rende intollerabile il bisogno del fratello e ci spinge alla perfetta Carità; quella Carità che ci porta a condividere con i poveri quello che abbiamo, quella Carità sulla quale saremo giudicati nel "Giudizio Finale"(Mt.25,31-46). Ecco dunque che essere "Poveri in Spirito" vuol dire essere coloro che per amore, cioè su ispirazione dello Spirito Santo, scelgono liberamente di essere materialmente poveri, cioè di vivere modestamente accontentandosi dell'essenziale.

In pratica che vuol dire "vivere in povertà di Spirito":

1) Metti al centro della tua attenzione e della tua preghiera sempre le persone (cioè Gesù) e mai le cose.

2) Usa dei beni della terra con grande sobrietà e modestia. Esamina te stesso nel tuo attaccamento alle cose del mondo:
- Che abiti indossi?
- Che auto hai?
- Dove abiti?
- Non ti fai mancare alcuna comodità?
- A cosa sei riuscito a rinunciare?
- Quanto spendi in cose non necessarie?
- Cosa mangi? Ti lamenti per il cibo?
- Hai del denaro in banca? Perchè?

3) Non programmare la tua giornata e la tua vita per ottenere potere, onore umano, ricchezza, ma per servire il Signore nel fratello. Non lamentarti di nulla ma accogli le durezze di una vita essenziale come atto di adorazione a Dio e di amore ai fratelli.

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2) BEATI GLI AFFLITTI.

Con la seconda "Beatitudine" Gesù vuole dirci due cose. La prima cosa è che tutti quelli che credono in Lui, e si trovano nel dolore e nella sofferenza, devono sapere che le loro pene termineranno per sempre al momento del loro passaggio alla Vita Eterna e che il loro futuro sarà non più sotto il segno del dolore ma sotto quello della gioia. La sorte, invece, di coloro che, sazi e colmi di ogni umana fortuna, vivono solo per loro stessi senza soccorrere chi accanto a loro fatica e soffre, sarà segnata da una eterna sofferenza (Lc.6,20-26). La seconda cosa è che Gesù considera beati coloro che sono "afflitti" cioè coloro che "si affliggono", che si rendono sensibili al dolore altrui e "con-patiscono", patiscono insieme e cercano di condividere le sofferenze degl'altri. Gesù loda tutti coloro che si occupano e si preoccupano per gli altri, (I care, direbbe don Milani). Benedice tutti quelli che sanno farsi "prossimo" per gli altri, dedicando affetto, cura, attenzione e dedizione, spendendo e sacrificando, per amore a Lui, la propria vita (Mt.10,39).

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3) BEATI I MITI E GLI OPERATORI DI PACE.

La violenza, salvo quando difende contro un'aggressione potenziali vittime inermi, è sempre uno strumento che satana scatena per provocare conflitti, guerre, sangue, odio, vendette, lutti e sofferenze tra gli uomini. La violenza è il braccio dell'ingiustizia e della prevaricazione dei forti contro i deboli e degli oppressori verso gli oppressi. La violenza totale e generalizzata è la tentazione satanica alla quale cederà l'umanità prima della sua fine. Come la violenza distrugge, così la mitezza e la pace costruiscono. Beati sono quelli rispondono all'odio con l'amore, all'offesa con il perdono, all'insulto con il silenzio (1Cor.4,12-13). Gesù ci invita a spegnere le contese ed i conflitti con la forza dell'amore. I miti, che erediteranno la terra, sono coloro che quotidianamente tessono legami di fraternità e fanno propria la pace di Cristo che supera ogni altra pace che può dare il mondo.(Gv.14,27).

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4) BEATI QUELLI CHE HANNO FAME E SETE DELLA GIUSTIZIA E QUELLI CHE SONO PERSEGUITATI PER CAUSA DELLA GIUSTIZIA.

Coloro che durante la loro vita, per la grandezza del loro cuore, sono andati al di là del loro piccolo privato interesse, del loro piccolo orizzonte personale per perseguire l'ideale della giustizia sappiano, dice Gesù, che i loro desideri saranno in Cielo esauditi. Perchè desiderare la giustizia è come desiderare Dio, unica e perfetta giustizia che "ha ricolmato di beni gli affamati e ha rimandato i ricchi a mani vuote"(Lc.1,53), che "solleva dalla polvere il misero e innalza il povero dalle immondizie"(1Sam.2,8), che "ascolta le grida degli oppressi e ode il lamento dei poveri" (Gb.34,28). Lottare ed essere perseguitati per causa della giustizia, dice Gesù, è come patire per causa sua. Essere uccisi per causa della giustizia vuol dire essere immediatamente ammessi al banchetto del Cielo. Gesù spalanca le porte del suo Regno a tutti coloro che hanno versato il loro sangue innocente per ottenere giusto salario, giuste condizioni di vita e di lavoro, giusti diritti sindacali e politici, libertà di pensiero e di culto, uguaglianza e democrazia (Pr.24,11). Gesù proclama "Beati" tutti coloro che, credenti e non credenti, sono stati perseguitati e uccisi per aver combattuto contro il male rappresentato dai poteri corrotti, occulti o criminali. "Quando soffrite per una causa giusta, le Benedizioni Divine saranno per voi sempre più abbondanti" (2/3/82).

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5) BEATI I MISERICORDIOSI.

Dio è amore ed è amore assoluto, infinito, eterno e destinato ad estendersi, ad espandersi in ogni direzione. La misericordia, la capacità di perdonare è parte essenziale dell'amore ed anch'essa si deve estendere ed espandere in ogni direzione. Il perdono guarisce le ferite dell'offesa e ricostruisce i legami di fiducia dell'amicizia. Il perdono è un dono di Dio, proviene dal suo infinito amore e da Lui scende su di noi. Non possiamo però noi godere del perdono di Dio e non perdonare, a nostra volta il fratello che ci ha offeso. Il perdono di Dio si misura sulla nostra capacità di perdonare gli altri uomini: "rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori". Ecco perchè con il perdono Dio ha messo nelle nostre mani la chiave che ci apre il suo Regno. I misericordiosi hanno usato la chiave del perdono per aprirsi la via verso Dio. Hanno saputo perdonare con generosità e Dio ha perdonato loro ogni peccato. Ecco perchè quando riceviamo un torto non dobbiamo viverlo come una sconfitta e un'umiliazione ma invece come una straordinaria occasione di misericordia e di salvezza.

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6) BEATI I PURI DI CUORE.

Gesù chiama beati coloro che si sono lasciati plasmare e trasformare dallo Spirito Santo. Lo Spirito santificatore ha fatto di loro delle creature nuove eliminando dal loro cuore ogni ferita, errore ed ombra di peccato "lavando ciò che è sordido, piegando ciò che è rigido, scaldando ciò che è gelido e drizzando ciò che è sviato". Una volta purificati dallo Spirito essi hanno aperto i loro occhi sulle realtà soprannaturali ed hanno visto Dio stesso. Vedono Dio coloro che sono già nella gloria del Regno e vedono Dio, nei suoi segni di bontà e di amore, anche quelli che sono ancora qui sulla terra, perchè hanno imparato a guardare non con gli occhi del corpo ma con quelli della Fede.

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7) BEATI VOI QUANDO VI INSULTERANNO E PERSEGUITERANNO PER CAUSA MIA.

Gesù ci manda nel mondo come degli agnelli in mezzo ai lupi. La Parola di Verità e di Salvezza che siamo chiamati ad annunciare suscita reazioni talvolta violente e spesso i seguaci di Cristo subiscono insulti, maltrattamenti e violenze. I discepoli di Gesù vengono talvolta offesi e, accusati ingiustamente, condotti in tribunale ed in carcere. Questa reazione del mondo è del tutto naturale perchè il padrone del mondo odia Dio e tutti i suoi figli. Gesù ci insegna invece, a diffidare da quei cristiani che il mondo onora ed elogia. Coloro che invece, odiati da tutti, avranno sopportato con coraggio tribolazioni e persecuzioni per la Fede in Gesù saranno salvati e Dio darà loro una grande ed eterna ricompensa nella gloria del Suo Regno (Mc.13,13).

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CONCLUSIONE.

"Ed ora, figli miei, rimanete uniti a Gesù Cristo. Così quando verrà, potremo stare a testa alta e non avremo da vergognarci davanti a Lui. Voi sapete che Gesù Cristo compie la volontà di Dio. Perciò chiunque fa la volontà di Dio è diventato figlio di Dio. Vedete come ci ha voluto bene il Padre! Egli ci ha chiamati a essere suoi figli. E noi lo siamo davvero. Perciò il mondo non ci capisce. Il mondo non ha capito neppure Gesù! Miei cari, ora siamo figli di Dio; quel che saremo non si vede ancora. Ma quando Gesù ritornerà, saremo simili a lui, perchè lo vedremo come è realmente!" (1Gv. 2,28-29; 3,1-2)


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GUAI A VOI...


Guai a voi ricchi! (Lc.6,24)

La ricchezza, cioè la disponibilità di beni che supera ciò che è sufficiente e necessario, è un ostacolo ingombrante alla tua adesione all'amore di Dio (Is.5,8-12). La ricchezza chiude il tuo cuore e indirizza il tuo amore verso ciò che puoi vedere e toccare ma che non ha il potere di salvarti (Es.32,1-6). L'amore per la ricchezza ti porterà a compiere ogni sorta di male (Gd.11).

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Guai a voi che siete sazi! (Lc.6,25)

La sazietà che ti deriva dall'aver soddisfatto ogni tuo desiderio materiale, dall'aver goduto di ogni piacere fisico, ti porta a identificare te stesso/a con il tuo corpo e a dimenticare che hai un'Anima che ha desideri ed esigenze diverse da quelle del tuo corpo. La sazietà ti dona una felicità che non scende nel tuo cuore e trascorri i giorni e gli anni senza comprendere che la tua vita sulla terra avrà un termine. In quel giorno ciò che conterà sarà la tua Anima e non il tuo corpo (Lc.12,16-20). Guai a quelli che sono sazi e beati quelli che hanno fame e sete di Dio (Sal.42).

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Guai a voi che ora ridete! (Lc.6,25)

La gioia che viene dalla tua adesione alla Volontà di Dio è frutto del Suo Amore. In essa pregusti la felicità del Paradiso ma, nello stesso tempo, continui a condividere il dolore dei sofferenti. La gioia cristiana non è gioia spensierata ma consapevole certezza che Dio vuole salvare ogni uomo, che il dolore finirà, che il male sarà sconfitto. L'allegria fatta di ebbrezza e oscenità, comprata per esorcizzare il vuoto del cuore, svaporerà in un soffio e si rivelerà, nel momento del dolore, una vuota illusione.

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Guai a voi quando tutti parleranno bene di voi! (Lc.6,26)

Quanto spesso gli applausi, gli onori e le acclamazioni sono orchestrate dal maligno per privarti della vera conoscenza di te stesso/a, per gonfiare il tuo orgoglio, alimentare la tua superbia e farti sviare dalla via dell'umiltà e dell'amore. La lusinga verso il tuo amor proprio è spesso mezzo assai più efficace della persecuzione, per corrompere la tua Fede. Se sei discepolo/a di Gesù, come lui sarai amato/a e ascoltato/a (Gv.18,37), ma anche offeso/a, calunniato/a, emarginato/a e condannato/a (Gv.15,18-21). Porti infatti in te una Parola che il mondo disprezza e rifiuta (Mt.10,22; 24,9; Mc.13,13; Gv.15,19).


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